Landi Renzo taglia gli stabilimenti per tornare all'utile
L’azienda chiude i siti a Vicenza, in Romania e Pakistan e conferma Reggio con investimenti per 10 milioni di euro
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CAVRIAGO. Razionalizzazione dei costi con la stop ai siti produttivi di Vicenza, in Romania e in Pakistan, conferma di quelli di Reggio Emilia e in Polonia, e ritorno in utile già nel 2018. La rivoluzione industriale è ora certificata alla Landi Renzo. La società reggiana che produce componenti e sistemi di alimentazione a Gpl e metano per auto, ha approvato infatti il nuovo piano strategico 2018-2022 che prevede il ritorno all'utile, per 7 milioni di euro, il prossimo anno. Il piano si fonda su una rifocalizzazione del business sulle attività core, in particolare nell’ambito automotive. Ma soprattutto sul cambio manageriale che vede Cristiano Musi alle grandi manovre dopo il passo indietro del patron Stefano Landi, che resta presidente.
Un grosso driver di sviluppo del gruppo è rappresentato anche dal settore infrastrutturale attraverso la società Sare, sia nelle infrastrutture della rete metano, che nei sistemi di sfruttamento del Renewable Natural Gas (Rng) o biometano.
Una parte centrale del piano strategico riguarda inoltre lo sviluppo di nuovi prodotti innovativi, con investimenti in ricerca e sviluppo per 10 milioni di euro nel biennio 2018-2019. Infine è previsto un piano di efficientamento, sia dei costi che dei processi, a livello produttivo e organizzativo, in parte già avviato nei primi mesi del 2017 per il finanziamento delle attività di rilancio previste nel piano.
Il fatturato, si legge in una nota diffusa ieri dall’azienda di Stefano Landi (presidente della Camera di Commercio e patron anche della squadra di basket Grissin Bon) è atteso a 266 milioni di euro a fine piano, con una crescita media annua del 7% a parità di perimetro, l’ebitda salirà a 50 milioni (27 nel 2018 e 30 nel 2019) e l’utile netto a 24 milioni al 2022.
Nel corso del piano migliorerà anche la posizione finanziaria, positiva per 22 milioni a fine piano. Nell’ambito dei processi di recupero di efficienza è prevista quindi la dismissione delle attività produttive a Vicenza e dei siti produttivi in Romania e Pakistan mentre i siti in Argentina e la joint venture in India saranno oggetto di analisi.
Il sito produttivo di Reggio Emilia viene confermato quale «centro di eccellenza» per le componenti core di tutti i prodotti, la Polonia come «centro di eccellenza» per i prodotti destinati alle case automobilistiche mentre India e Iran per il prodotto After Market (destinato a rivenditori indipendenti) e Cng (stazioni rifornimento a metano). «Il nuovo piano strategico quinquennale delinea un nuovo importante percorso di crescita che il nostro gruppo ha già in parte avviato nei primi mesi del 2017», ha commentato l’ad Musi: «Forti di una squadra manageriale coesa, guardiamo al futuro con fiducia, consapevoli che stiamo evolvendo verso un’organizzazione capace di rispondere alle sfide che ci aspettano, con una nuova cultura aziendale focalizzata sul miglioramento continuo. Un ambiente più pulito e un’aria più sana sono la nostra mission: intendiamo dare un contributo sempre più importante per ridurre le emissioni di Green House Gas, “from well to engine”, sviluppando soluzioni innovative». (e.l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un grosso driver di sviluppo del gruppo è rappresentato anche dal settore infrastrutturale attraverso la società Sare, sia nelle infrastrutture della rete metano, che nei sistemi di sfruttamento del Renewable Natural Gas (Rng) o biometano.
Una parte centrale del piano strategico riguarda inoltre lo sviluppo di nuovi prodotti innovativi, con investimenti in ricerca e sviluppo per 10 milioni di euro nel biennio 2018-2019. Infine è previsto un piano di efficientamento, sia dei costi che dei processi, a livello produttivo e organizzativo, in parte già avviato nei primi mesi del 2017 per il finanziamento delle attività di rilancio previste nel piano.
Il fatturato, si legge in una nota diffusa ieri dall’azienda di Stefano Landi (presidente della Camera di Commercio e patron anche della squadra di basket Grissin Bon) è atteso a 266 milioni di euro a fine piano, con una crescita media annua del 7% a parità di perimetro, l’ebitda salirà a 50 milioni (27 nel 2018 e 30 nel 2019) e l’utile netto a 24 milioni al 2022.
Nel corso del piano migliorerà anche la posizione finanziaria, positiva per 22 milioni a fine piano. Nell’ambito dei processi di recupero di efficienza è prevista quindi la dismissione delle attività produttive a Vicenza e dei siti produttivi in Romania e Pakistan mentre i siti in Argentina e la joint venture in India saranno oggetto di analisi.
Il sito produttivo di Reggio Emilia viene confermato quale «centro di eccellenza» per le componenti core di tutti i prodotti, la Polonia come «centro di eccellenza» per i prodotti destinati alle case automobilistiche mentre India e Iran per il prodotto After Market (destinato a rivenditori indipendenti) e Cng (stazioni rifornimento a metano). «Il nuovo piano strategico quinquennale delinea un nuovo importante percorso di crescita che il nostro gruppo ha già in parte avviato nei primi mesi del 2017», ha commentato l’ad Musi: «Forti di una squadra manageriale coesa, guardiamo al futuro con fiducia, consapevoli che stiamo evolvendo verso un’organizzazione capace di rispondere alle sfide che ci aspettano, con una nuova cultura aziendale focalizzata sul miglioramento continuo. Un ambiente più pulito e un’aria più sana sono la nostra mission: intendiamo dare un contributo sempre più importante per ridurre le emissioni di Green House Gas, “from well to engine”, sviluppando soluzioni innovative». (e.l.t.)
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