Rinviata la processione sul Po
A causa del meteo slitta a sabato 23 la benedizione reintrodotta da don Evandro
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BRESCELLO. «Non mi sposto per voi, ma mi sposto per Lui». Così rispose Peppone a Don Camillo, che si era incamminato dalla chiesa con in braccio il pesante crocefisso. È uno dei dialoghi più celebri della saga ideata dalla penna di Giovannino Guareschi e poi ripreso nei film di Duvivier, girati a Brescello.
Proprio nel primo film del ciclo, Fernandel – che impersona il celebre parroco – esce dalla chiesa ma ad accoglierlo non c’è nessuno: tutti sono barricati in casa per paura dei comunisti di Peppone. Però poi quei comunisti sono sull’argine e tutti (a partire dal sindaco Peppone) si tolgono il cappello per partecipare alla benedizione delle acque del Po, il grande fiume.
Ed è a questa scena cui don Evandro si è ispirato per ripristinare la storica processione religiosa da qualche anno a questa parte. Ma c’è di più: si tratta di un’antichissima tradizione che si rinnova per le genti della Bassa, poiché la benedizione del fiume serviva per chiedere al cielo un aiuto per le coltivazioni ma anche protezione contro le calamità naturali, come le alluvioni che nei secoli scorsi periodicamente portavano distruzione.
Ogni anno, in occasione della processione, il lungo corteo – illuminato da decine di candele e fiaccole – si snoda per circa un chilometro tra la piazza della chiesa e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po. A seguire avviene la benedizione del fiume, con candele in acqua trasportate dalla corrente e lanterne lanciate in cielo come preghiere a Dio per chiedere clemenza e protezione contro le calamità naturali come alluvioni e terremoti. Preghiere anche per le terre coltivate affinché diano sempre buoni frutti.
Quest’anno la processione si doveva svolgere sabato 16, ma le previsioni meteo non sono incoraggianti e promettono acqua. Per questo motivo, l’evento è stato rimandato a sabato 23, sempre alle 19, nella speranza che il tempo sia clemente. Con il passare degli anni sempre più cittadini si sono uniti al rito: si tratta di un evento che richiama non soltanto fedeli brescellesi, ma anche persone provenienti dai paesi circostanti e turisti che vogliono partecipare ad una cerimonia sentita e allo stesso tempo suggestiva. (a.v.)
Proprio nel primo film del ciclo, Fernandel – che impersona il celebre parroco – esce dalla chiesa ma ad accoglierlo non c’è nessuno: tutti sono barricati in casa per paura dei comunisti di Peppone. Però poi quei comunisti sono sull’argine e tutti (a partire dal sindaco Peppone) si tolgono il cappello per partecipare alla benedizione delle acque del Po, il grande fiume.
Ed è a questa scena cui don Evandro si è ispirato per ripristinare la storica processione religiosa da qualche anno a questa parte. Ma c’è di più: si tratta di un’antichissima tradizione che si rinnova per le genti della Bassa, poiché la benedizione del fiume serviva per chiedere al cielo un aiuto per le coltivazioni ma anche protezione contro le calamità naturali, come le alluvioni che nei secoli scorsi periodicamente portavano distruzione.
Ogni anno, in occasione della processione, il lungo corteo – illuminato da decine di candele e fiaccole – si snoda per circa un chilometro tra la piazza della chiesa e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po. A seguire avviene la benedizione del fiume, con candele in acqua trasportate dalla corrente e lanterne lanciate in cielo come preghiere a Dio per chiedere clemenza e protezione contro le calamità naturali come alluvioni e terremoti. Preghiere anche per le terre coltivate affinché diano sempre buoni frutti.
Quest’anno la processione si doveva svolgere sabato 16, ma le previsioni meteo non sono incoraggianti e promettono acqua. Per questo motivo, l’evento è stato rimandato a sabato 23, sempre alle 19, nella speranza che il tempo sia clemente. Con il passare degli anni sempre più cittadini si sono uniti al rito: si tratta di un evento che richiama non soltanto fedeli brescellesi, ma anche persone provenienti dai paesi circostanti e turisti che vogliono partecipare ad una cerimonia sentita e allo stesso tempo suggestiva. (a.v.)
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