Anche Unimore in lutto per Noemi
Rettore e docenti vicini al dolore della sorella Benedetta, studentessa di Educazione e Scienze umane a Reggio Emilia
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REGGIO EMILIA. La sua speranza si è spenta all’improvviso, dopo giorni di ricerche. Lasciando il posto ad un lutto profondo e senza fine. Quello di una studentessa dell’Università di Reggio Emilia e Modena Benedetta Durini, sorella di Noemi, la sedicenne di Specchia (in provincia di Lecce) il cui omicidio è stato confessato mercoledì scorso dal fidanzato 17enne.
Dal 3 settembre scorso, giorno della scomparsa di Noemi, insieme a tutto il resto della famiglia anche Benedetta aveva lanciato numerosi appelli perché la sorella tornasse a casa, chiedendo che chiunque sapesse qualcosa collaborasse alle indagini e alle ricerche.
Ventiduenne, Benedetta non aveva mai nascosto il suo desiderio più grande, quello che la sorella potesse essere presente ai festeggiamenti della sua laurea, in programma il prossimo 28 settembre proprio a Reggio Emilia, dove la giovane sta portando a termine il ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione. Lo aveva detto più di una volta, mostrando ottimismo fino alla fine: «Sto vivendo malissimo i giorni che precedono la mia seduta di laurea, ma il 28 festeggerò comunque con mia sorella», ripeteva ai giornalisti prima del ritrovamento del cadavere e della scoperta dell’atroce delitto.
Una speranza che si è spezzata mercoledì scorso, dopo la confessione del ragazzo della sorella, uccisa a pietrate e poi sepolta tra i sassi.
Il cadavere della sedicenne è stato trovato sotto dei massi, adagiato per terra, in una campagna, a Castrignano del Capo, a trenta chilometri da Specchia, il paese dove viveva la ragazza. A condurre gli investigatori sul posto è stato lo stesso ragazzo, che ora è indagato per omicidio volontario assieme al papà 41enne.
Una morte che ha gettato nel lutto anche l’università reggiana, che si è stretta attorno alla famiglia della vittima, porgendo le più sentite condoglianze alla sorella Benedetta, ed elogiando il suo coraggio nel decidere di portare a termine comunque la sua laurea.
Appresa infatti la notizia del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini, la giovane di Specchia (Lecce), a lungo ritenuta scomparsa, il direttore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, Giorgio Zanetti, anche a nome del Rettore, Angelo Oreste Andrisano, ha fatto giungere alla sorella Benedetta, un messaggio che esprime il cordoglio dell’ateneo per questo grave e terribile fatto di sangue.
«Sempre la scomparsa di una persona giovane – recita il messaggio – ha in sé qualcosa di crudele, di straziante. La si percepisce come qualcosa di innaturale profondamente ingiusto. Ma tanto più intenso è lo strazio quando una giovane esistenza, nell’atto stesso di affacciarsi alla vita, viene spezzata dall’assurdo orrore della violenza. Turbati e sgomenti, i professori del Dipartimento di Educazione e Scienze umane anche a nome del rettore Unimore Angelo Andrisano si stringono commossi a Lei e ad Suoi cari in questo frangente di indicibile dolore e desiderano farle sentire tutta la loro vicinanza».
Quanto alla decisione di Benedetta di non rinunciare alla laurea, «ci è di grande conforto apprendere della sua decisione, nonostante tutto, di essere a Reggio Emilia alla fine di settembre per portare a termine il suo ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi nella sessione autunnale degli Esami di Laurea. Ammiriamo la volontà e il coraggio che animano tale decisione. Si tratta per noi, nel buio, di un segno di luce e di vita». (e.spa)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dal 3 settembre scorso, giorno della scomparsa di Noemi, insieme a tutto il resto della famiglia anche Benedetta aveva lanciato numerosi appelli perché la sorella tornasse a casa, chiedendo che chiunque sapesse qualcosa collaborasse alle indagini e alle ricerche.
Ventiduenne, Benedetta non aveva mai nascosto il suo desiderio più grande, quello che la sorella potesse essere presente ai festeggiamenti della sua laurea, in programma il prossimo 28 settembre proprio a Reggio Emilia, dove la giovane sta portando a termine il ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione. Lo aveva detto più di una volta, mostrando ottimismo fino alla fine: «Sto vivendo malissimo i giorni che precedono la mia seduta di laurea, ma il 28 festeggerò comunque con mia sorella», ripeteva ai giornalisti prima del ritrovamento del cadavere e della scoperta dell’atroce delitto.
Una speranza che si è spezzata mercoledì scorso, dopo la confessione del ragazzo della sorella, uccisa a pietrate e poi sepolta tra i sassi.
Il cadavere della sedicenne è stato trovato sotto dei massi, adagiato per terra, in una campagna, a Castrignano del Capo, a trenta chilometri da Specchia, il paese dove viveva la ragazza. A condurre gli investigatori sul posto è stato lo stesso ragazzo, che ora è indagato per omicidio volontario assieme al papà 41enne.
Una morte che ha gettato nel lutto anche l’università reggiana, che si è stretta attorno alla famiglia della vittima, porgendo le più sentite condoglianze alla sorella Benedetta, ed elogiando il suo coraggio nel decidere di portare a termine comunque la sua laurea.
Appresa infatti la notizia del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini, la giovane di Specchia (Lecce), a lungo ritenuta scomparsa, il direttore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, Giorgio Zanetti, anche a nome del Rettore, Angelo Oreste Andrisano, ha fatto giungere alla sorella Benedetta, un messaggio che esprime il cordoglio dell’ateneo per questo grave e terribile fatto di sangue.
«Sempre la scomparsa di una persona giovane – recita il messaggio – ha in sé qualcosa di crudele, di straziante. La si percepisce come qualcosa di innaturale profondamente ingiusto. Ma tanto più intenso è lo strazio quando una giovane esistenza, nell’atto stesso di affacciarsi alla vita, viene spezzata dall’assurdo orrore della violenza. Turbati e sgomenti, i professori del Dipartimento di Educazione e Scienze umane anche a nome del rettore Unimore Angelo Andrisano si stringono commossi a Lei e ad Suoi cari in questo frangente di indicibile dolore e desiderano farle sentire tutta la loro vicinanza».
Quanto alla decisione di Benedetta di non rinunciare alla laurea, «ci è di grande conforto apprendere della sua decisione, nonostante tutto, di essere a Reggio Emilia alla fine di settembre per portare a termine il suo ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi nella sessione autunnale degli Esami di Laurea. Ammiriamo la volontà e il coraggio che animano tale decisione. Si tratta per noi, nel buio, di un segno di luce e di vita». (e.spa)
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