«Lui libero, io vivo nella paura»
Scandiano, la donna aggredita dall’ex. L’avvocato: «Chiediamo restrizioni»
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SCANDIANO. «Incredibile. Dopo quanto è successo ho scoperto che per il mio ex non è cambiato nulla. È ancora agli arresti domiciliari, ma se ne va libero in bicicletta. Non è contato niente che, infischiandosene dell’ordine di allontanamento del giudice e delle restrizioni ai domiciliari, è venuto fino a casa mia, a bordo di una bicicletta elettrica, e mi ha aggredito con un paio di forbici. Ora io ho paura e vivo chiusa in casa». È lo sfogo della donna di Scandiano che sabato mattina è stata aggredita in casa sua dall’ex, un uomo di 45 anni di Casalgrande, agli arresti domiciliari proprio per le violenze pregresse nei confronti della compagna. Reato per il quale deve scontare una pena di due anni e cinque mesi.
«Ho una forte tachicardia e sono costretta a farmi curare», denuncia ancora la donna terrorizzata. Ad occuparsi del suo caso l’avvocato Alessandra Magnani che dice: «Chiederò alla Procura un aggravio della restrizione a carico di quest’uomo. Il fatto è che in una prima fase l’obbligo dei domiciliari prevedeva un permesso per recarsi in una struttura di cura, ma accompagnato. Poi l’accompagnamento è decaduto. Ma nelle more ci sarebbe un affidamento ai servizi sociali, che, di fatto, non è ancora stato eseguito».
Il 45enne, che ha anche l’obbligo di tenersi a un chilometro di distanza dalla ex, è stato poi denunciato per evasione. I carabinieri, accorsi alla chiamata di aiuto della donna, sono arrivati nell’abitazione della scandianese e lo hanno trovato ancora lì. «Ma la denuncia non basta – dice ora la vittima –. Bisogna proprio che arrivi a sgozzarmi perché qualcuno faccia qualcosa?...».
Il grido di aiuto della donna non può lasciare indifferenti in un momento in cui si moltiplicano gli episodi di violenza nei confronti delle donne. Anche Reggio Emilia non è estranea a questa drammatica tendenza.
Solo nel 2016 sono state raccolte dall’associazione Nondasola che opera a Reggio 334 segnalazioni: una ogni giorno. E sabato, in un solo giorno, sono emersi ben due drammatici episodi. (m.f.)
«Ho una forte tachicardia e sono costretta a farmi curare», denuncia ancora la donna terrorizzata. Ad occuparsi del suo caso l’avvocato Alessandra Magnani che dice: «Chiederò alla Procura un aggravio della restrizione a carico di quest’uomo. Il fatto è che in una prima fase l’obbligo dei domiciliari prevedeva un permesso per recarsi in una struttura di cura, ma accompagnato. Poi l’accompagnamento è decaduto. Ma nelle more ci sarebbe un affidamento ai servizi sociali, che, di fatto, non è ancora stato eseguito».
Il 45enne, che ha anche l’obbligo di tenersi a un chilometro di distanza dalla ex, è stato poi denunciato per evasione. I carabinieri, accorsi alla chiamata di aiuto della donna, sono arrivati nell’abitazione della scandianese e lo hanno trovato ancora lì. «Ma la denuncia non basta – dice ora la vittima –. Bisogna proprio che arrivi a sgozzarmi perché qualcuno faccia qualcosa?...».
Il grido di aiuto della donna non può lasciare indifferenti in un momento in cui si moltiplicano gli episodi di violenza nei confronti delle donne. Anche Reggio Emilia non è estranea a questa drammatica tendenza.
Solo nel 2016 sono state raccolte dall’associazione Nondasola che opera a Reggio 334 segnalazioni: una ogni giorno. E sabato, in un solo giorno, sono emersi ben due drammatici episodi. (m.f.)
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