Sfilata di testi per la morte di Carlo
San Martino: aperto il processo a quattro medici e alla madre del bimbo
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SAN MARTINO IN RIO. Dai barellieri ai dottori, passando per tutti coloro che hanno avuto a che fare con il piccolo Carlo Russo da quando ha ingerito il detersivo fino a quando è tragicamente morto.
Sono i testimoni che dall’11 gennaio prossimo sfileranno in tribunale a Reggio Emilia dando il via al processo sulla morte del bimbo di due anni arrivato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio mercoledì 25 agosto 2015 dopo che, nel bar Black&White di via dell'Artigianato a San Martino in Rio, gestito dai genitori, aveva ingerito accidentalmente del detersivo per lavastoviglie che era in un bicchierino. Cinque gli imputati di questa delicata vicenda. Tra questi c’è la madre 30enne Giusy Cataldo alla quale vengono contestati sia l’omessa vigilanza, sia il concorso in omicidio colposo assieme a quattro medici della Rianimazione (la 61enne Manuela Salsi, il 54enne Roberto Martini, la 52enne Rossana Buono e la 41enne Claudia Barbieri).
Ieri, durante la prima udienza alla quale erano assenti gli imputati, il giudice Alessandra Cardarelli ha ammesso la documentazione medica ma non le relazioni dei consulenti in attesa della loro audizione. A partire con otto testi citati e ammessi ieri, sarà la procura rappresentata dai sostituto Giacomo Forte e Giulia Stignani.
La prima udienza quindi è servita per preparare il calendario in attesa di entrare nel vivo del processo, fuori dal quale già in udienza preliminare, non sono mancate le stoccate da parte dei familiari ai medici.
Secondo i genitori Carlo non è morto per quel detersivo ma per l’errata sedazione in ospedale con il Propofol, un uso smodato e improprio del farmaco, come affermato in precedenza dall’avvocato Alessandro Conti, che difende la mamma del bimbo, presente anche come parte civile rappresentata dall’avvocato Alessandro Carrara, che promettono battaglia nella complessa vicenda legale.
Enrico Lorenzo Tidona
Sono i testimoni che dall’11 gennaio prossimo sfileranno in tribunale a Reggio Emilia dando il via al processo sulla morte del bimbo di due anni arrivato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio mercoledì 25 agosto 2015 dopo che, nel bar Black&White di via dell'Artigianato a San Martino in Rio, gestito dai genitori, aveva ingerito accidentalmente del detersivo per lavastoviglie che era in un bicchierino. Cinque gli imputati di questa delicata vicenda. Tra questi c’è la madre 30enne Giusy Cataldo alla quale vengono contestati sia l’omessa vigilanza, sia il concorso in omicidio colposo assieme a quattro medici della Rianimazione (la 61enne Manuela Salsi, il 54enne Roberto Martini, la 52enne Rossana Buono e la 41enne Claudia Barbieri).
Ieri, durante la prima udienza alla quale erano assenti gli imputati, il giudice Alessandra Cardarelli ha ammesso la documentazione medica ma non le relazioni dei consulenti in attesa della loro audizione. A partire con otto testi citati e ammessi ieri, sarà la procura rappresentata dai sostituto Giacomo Forte e Giulia Stignani.
La prima udienza quindi è servita per preparare il calendario in attesa di entrare nel vivo del processo, fuori dal quale già in udienza preliminare, non sono mancate le stoccate da parte dei familiari ai medici.
Secondo i genitori Carlo non è morto per quel detersivo ma per l’errata sedazione in ospedale con il Propofol, un uso smodato e improprio del farmaco, come affermato in precedenza dall’avvocato Alessandro Conti, che difende la mamma del bimbo, presente anche come parte civile rappresentata dall’avvocato Alessandro Carrara, che promettono battaglia nella complessa vicenda legale.
Enrico Lorenzo Tidona
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