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«Siamo puniti per ragioni incomprensibili»

Scandiano, incontro all’Ufficio Scuola sul caso di Ventoso. I maestri tenuti fuori: «Facciamo ricorso»

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SCANDIANO. «Non riusciamo a comprendere le ragioni di questo provvedimento che lede la nostra dignità professionale e umana, creandoci estremo disagio e influendo su noi e le nostre famiglie. Non solo, si è creata una situazione negativa che riguarda tutta la comunità locale». I maestri Lucio Ferraresi, da quarant’anni attivo nella scuola di Ventoso, e Filippo Varriale, 15 anni di insegnamento alle spalle, decidono di esporsi in prima persona sul caso che li riguarda, della classe di Ventoso, dal quale sono stati trasferiti d’ufficio dal dirigente Giacomo Lirici, dell’istituto comprensivo Lazzaro Spallanzani.

Lo fanno il giorno prima dell’inizio del nuovo anno scolastico che parte oggi, e qualche giorno dopo l’incontro, che si è svolto martedì, nella sede di via Mazzini dell’Ufficio scolastico di Reggio Emilia, alla presenza del Provveditore, del dirigente Lirici, e di due rappresentanti dei genitori; incontro chiesto a gran voce dalle famiglie della classe rimaste “orfana” dei loro maestri a pochi giorni dall’inizio della scuola e che non accettano il provvedimento.

I due maestri Filippo Varriale e Lucio Ferraresi raccontano di essere stati lasciati fuori dalla porta del Provveditore e ora Roberto Cosentino, responsabile Snals (Sindacato nazionale autonomo lavoratori della scuola) di Reggio Emilia, che segue la loro vicenda ed era con loro martedì, confermandone il racconto, afferma: «Sembra che nulla sia cambiato rispetto alle posizioni del dirigente, che ha spostato a sua discrezione i due maestri con un provvedimento incomprensibile. Siamo dunque pronti a sostenere i due insegnanti in questa battaglia. Presto si incontreranno con il nostro avvocato e, se decideranno per l’affidamento del loro caso come credo, valuteremo come procedere. Probabile un ricorso al giudice del lavoro».

I due maestri si sentono vittima di un provvedimento che reputano «ingiustificato» e «incomprensibile», una «sorta di punitivo non si capisce per cosa». «È stato violato il principio base della continuità scolastica, inficiando il rapporto anche di affetto che si era creato con i bambini della classe di Ventoso e i loro genitori – dice Varriale – Ci sentiamo vessati. Siamo ulteriormente feriti dalla decisione di lasciarci fuori dall’incontro con il Provveditore. Dopo 15 anni di attività senza alcun problema da gennaio sono stato oggetto di ben quattro provvedimenti disciplinari. Come è possibile?». «Il mio spostamento è avvenuto dopo le rassicurazioni del dirigente a tutti i genitori che nulla sarebbe cambiato. Questo il 10 giugno. Invece a settembre mi sono ritrovato con una spostamento dovuto a “incompatibilità ambientale”. L’antefatto? Il 6 giugno, durante l’assemblea di interclasse, io e Varriale avevamo avuto una discussione con una maestra che poi è stata trasferita. Due colleghi ci hanno accusato di avere provocato il trasferimento, ma la maestra ha inoltrata la richiesta ben prima di quella discussione. Non mi era mai capitata una cosa del genere in 40 anni di attività». (m.f.)

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