Gazzetta di Reggio

Reggio

Tornano sui banchi 66mila studenti

di Leonardo Grilli
Tornano sui banchi 66mila studenti

Ricomincia l’anno scolastico in tutta la provincia ma non mancano le polemiche fra vaccini, cellulari e docenti di sostegno

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REGGIO EMILIA. Dopo le lunghe vacanze estive e, per qualche sfortunato, gli esami di riparazione, oggi le lezioni ricominciano in tutta la provincia reggiana. Sono 66.282 gli alunni e gli studenti che torneranno fra i banchi, un numero in leggero calo rispetto al 2016/2017 quando i ragazzi e i bambini erano stati 67.149. Ma questo inizio di anno scolastico non parte in serenità, almeno non per i docenti, i dirigenti scolastici e la politica locale. «Quale che sia la vostra età – ha detto Stefano Versari, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, nel suo augurio di buon inizio anno rivolto agli studenti – e quale che sia la consapevolezza della realtà che portate dentro di voi, fate di questo mondo la vostra casa». Ma su questa casa gravano diverse polemiche e criticità, scoppiate di volta in volta fra luglio e agosto.

Prima fra tutte la carenza nell’organico, soprattutto per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno: come denunciato più volte da Cisl e Cgil saranno circa 500 i posti mancanti in queste prime settimane. Un numero considerevole tanto che, per correre ai ripari, oggi il Comune di Reggio ha messo a disposizione delle scuole i suoi 150 educatori in aiuto dei ragazzi disabili. Tanto più che quest’anno il numero di alunni con handicap è cresciuto ancora rispetto al 2016/2017 del 9,47%, passando da 2.238 a 2.472. Uno dei numeri più alti fra le provincia italiane, terzo in regione solo dopo Bologna e Modena. I docenti invece, complessivamente, sono 6.437 in tutta la provincia di cui 797 di sostegno e 476 di sostegno ma in deroga. Molto più basse, nonostante la crescita degli alunni con disabilità, le nuove immissioni di questo nuovo anno scolastico sempre per quanto riguarda il sostegno: 24 i posti assegnati in più, di cui 19 per concorso e 5 tramite graduatoria ad esaurimento.

Un altro grattacapo è poi la questione vaccini. Dopo l’approvazione della legge Lorenzin, che ha fatto passare le vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10, si dovrà ora fare i conti con le nuove restrizioni introdotte dal testo. Per poter accedere a nidi e scuole dell’infanzia, infatti, la presentazione del certificato che attesta le vaccinazioni è obbligatorio, mentre alle scuole dell’obbligo è prevista solo una sanzione. Come affrontare nel concreto tutte quelle famiglie che non hanno voluto, o non hanno fatto ancora in tempo, a vaccinare i propri figli è però una questione tutta da capire.

Infine la questione cellulari in classe. Anche se la frase del ministro fedeli è stato solo un invito, qualche novità potremo già cominciare a vederla.

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