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Tumore alla testa, salvato un bimbo reggiano di 5 anni

di Luigi Vinceti
Tumore alla testa, salvato un bimbo reggiano di 5 anni

Reggio Emilia: task force di chirurghi e medici di Parma compie un miracoloso intervento sul piccolo, rimuovendo una massa benigna di otto centimetri che rischiava anche di rimanere sordo

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REGGIO EMILIA. Terribile esperienza, fortunatamente con finale confortante, per un bambino reggiano di soli 5 anni, salvato grazie a un intervento chirurgico effettuato all’ospedale di Parma.

Il piccolo era in vacanza con i genitori sulla costa romagnola quando, al termine di una giornata tranquillamente vissuta giocando sulla spiaggia, ha accusato una paralisi al lato sinistro del volto e la perdita dell’udito. Il primo pensiero è stato quello di un disturbo derivante da un pesante attacco influenzale, ma il permanere del disagio e della sofferenza ha indotto i genitori a ricorrere sollecitamente alle cure di un vicino centro ospedaliero.

Dove è stata formulata una diagnosi che ha indotto a un immediato trasferimento in una struttura specializzata. Il piccolo era affetto da una forma tumorale alla testa, documentata dalla presenza di una massa di circa 8 centimetri posta al livello dell’orecchio sofferente. Ed è appunto al di là dell’Enza che una équipe di specialisti che fanno parte della Oncoematologia pediatrica, guidata dalla dottoressa Patrizia Bertolini, si è fatta carico del ricovero e ha affrontato quella diagnosi angosciante, che poteva anche risultare letale. Ha provveduto infatti prontamente a organizzare e compiere un intervento chirurgico risolutore.

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In poche ore è stata allestita una vera e propria task force che ha coinvolto diverse strutture del Maggiore, tra cui la neurochirurgia, l’otorinolaringoiatria, la rianimazione e la neuroradiologia.

Il team multidisciplinare era composto anche da anestesisti del primo sevizio di Rianimazione, condotto dalla neo direttrice Sandra Rossi, e dal neuroradiologo interventista Roberto Menozzi insieme al personale infermieristico.

A guidare il tutto il professor Ermanno Giombelli (lo stesso che nel 2014 ha operato nella stessa struttura Pier Luigi Bersani) e il collega Maurizio Falcioni dell’Otoneurochirurgia, che fa capo a Teore Ferri.

Tutti, famigliari e gruppi clinici guidati dai due chirurghi che si sono affiancati in sala operatoria, al termine hanno potuto sorridere. Il tumore è risultato di natura benigna ed è stato rimosso. Dopo le cure post operatorie affidate alla Oncoematologia pediatrica, il piccolo, a una sola settimana di ricovero, è stato dimesso e ha potuto fare ritorno a casa, appunto nella nostra città.

Ora dovrà seguire un accurato piano di controlli per verificare l’evoluzione della convalescenza, ma senza alcuna prescrizione per ulteriori trattamenti invasivi.

Gli accertamenti diagnostici e clinici non ne hanno ravvisato la necessità.

Un bel sospiro di sollievo per i genitori e una bella soddisfazione per chi ha partecipato al recupero da questa rara forma di degenerazione vascolare ossea – se ne stimano solo una quarantina di casi al mondo – che comprime il sistema acustico e nervo facciale aumentando la complessità della rimozione. I due chirurghi sono invece sereni perché è stata preservata la funzionalità sia del nervo sia dell’udito del piccolo con un recupero pressoché totale.


 

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