Bloccato il conto corrente della Lega Nord
Reggio Emilia: dopo la condanna di Bossi e Belsito sotto sequestro anche i soldi reggiani. Il segretario Vinci: «Pronti al ricorso»
REGGIO EMILIA. Un dipendente da pagare, così come l’affitto della sede in via dell’Aeronautica. E le spese per la campagna elettorale che sarebbe dovuta partire domani. C’è anche il conto corrente della Lega Nord Emilia, che ha sede qui a Reggio, fra quelli messi sotto sequestro dal tribunale di Genova, che ha accolto la richiesta del pm, Paola Calleri, di confiscare i soldi del partito in diverse sezioni regionali. La richiesta di sequestro era partita dopo che il tribunale aveva disposto la confisca diretta di oltre 48 milioni di euro al Carroccio, a seguito della sentenza di condanna di Umberto Bossi, Francesco Belsito e altri cinque imputati, per la maxi-truffa sui rimborsi elettorali tra il 2008 e il 2010. Secondo l’accusa, gli ex vertici nazionali del partito avrebbero ottenuto i rimborsi elettorali con documentazioni artefatte, fondi che poi sarebbero stati utilizzati in spese non istituzionali. Di qui il sequestro dei conti correnti di diverse sezioni regionali, fra i quali anche quello della Lega Nord Emilia, depositato in una filiale Carige, uno dei primi ad essere bloccato subito dalla magistratura.
«Si tratta di una lesione gravissima della nostra libertà – attacca il segretario emiliano del Carroccio, Gianluca Vinci, ammettendo il sequestro – lotteremo per vedere sbloccati quei fondi. È un problema di democrazia, un provvedimento da Paese del Centro America, da Repubblica delle banane. La Lega diventa sempre più forte, ci danno al 20%, e adesso vogliono provare a bloccarci». Secondo Vinci, nel conto corrente c’erano «solo poche migliaia di euro». E il sequestro è emerso durante un’operazione online: eseguendo un bonifico, il conto è risultato bloccato, senza alcuna comunicazione. Un provvedimento contro il quale il segretario del Carroccio ha già pronto un ricorso: «Stiamo cercando di capire il da farsi per opporci – aggiunge – la Lega federale e la Lega Emilia sono due associazioni diverse, anche da un punto di vista legale, con bilanci diversi. I magistrati se ne sono disinteressati e ci hanno messo in ginocchio».
Un sequestro che, per il segretario emiliano del Carroccio, comunque non sarà sufficiente a frenare quella che viene considerata un’avanzata leghista. «Non abbiamo bisogno di soldi, noi vogliamo voti», conclude Vinci, che rilancia l’appuntamento di Pontida e annuncia l’intenzione di querelare il segretario Pd, Matteo Renzi. «Renzi dice che abbiamo rubato 48 milioni di euro, ma non è vero. Quei soldi non sono mai stati rubati, ma sono stati erogati legittimamente su più anni in forza del peso elettorale della Lega, finiti su bilanci che sono stati considerati non in regola su cui sono avvenuti i prelievi contestati dalla magistratura per una cifra sul mezzo milione. I magistrati, però, hanno richiesto tutti i 48 milioni. Renzi quindi dice solo una gran balla, perché la Lega non ha mai rubato quei soldi».
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