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Cultura, svolta di Vecchi «La delega? Ho un piano»

di Chiara Cabassa
Cultura, svolta di Vecchi «La delega? Ho un piano»

Il sindaco ieri mattina alla presentazione del nuovo progetto espositivo dell’ente «È finito il tempo di assessori che facevano le loro mostre e il Comune pagava» 

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REGGIO EMILIA. «Ho tenuto la delega alla cultura non perché mi sia dimenticato di assegnarla ma perché avevo un disegno in testa, quello che sto realizzando. Sicuro che alla fine del mio mandato avrei lasciato una governance culturale del tutto nuova». A dirlo è il sindaco Luca Vecchi. Di fronte a lui il neonato comitato scientifico della Fondazione Palazzo Magnani con il presidente Davide Zanichelli che ha appena illustrato il progetto culturale della nuova gestione. Le parole di Vecchi non potrebbero essere più consone al contesto, anche se non sarebbe del tutto corretto parlare di “dichiarazione spontanea”. A strappare quelle parole al sindaco è un assist che arriva a fine conferenza stampa, quando i microfoni vengono aperti ad eventuali domande. E una fra tutte coglie nel segno sottolineando come, nel momento della presentazione di una Fondazione Palazzo Magnani più che mai attrezzata ad affrontare nuove sfide culturali, diventi anche più chiaro il motivo dell’assenza, nel mandato Vecchi, di un assessorato alla cultura. «Non intendevo fare una conferenza stampa – ironizza sul filo del sarcasmo – ma a questo punto...».

Il sindaco riprende il microfono passato di mano poco prima e abbandona suo malgrado la “platea” per tornare sul “palco”. «Un assessorato – puntualizza – non è un corpo autonomo di un’amministrazione. Gli assessori sono collaboratori del sindaco e lavorano per un obiettivo comune. Mi sono tenuto la delega alla cultura e voglio sottolineare come investire nella cultura non fosse una scelta politica scontata». E i risultati – ci tiene a precisare Vecchi – non mancano. «Nei mesi scorsi sono stati nominati i nuovi direttori della Fondazione Nazionale della Danza e della Fondazione I Teatri, rispettivamente Gigi Cristoferetti e Paolo Cantù. E oggi siamo qui a presentare il comitato scientifico della Fondazione Palazzo Magnani di cui fanno parte nomi di altissimo livello. Ecco, la verità è che non puoi fare davvero cultura se non hai una serie di competenze ad altissimo livello. Ora le abbiamo. E per i prossimi tre mesi sono già in calendario appuntamenti di qualità, da Kandinsky a Palazzo Magnani all’esposizione sulla via Emilia al Palazzo dei Musei al secondo tempo della mostra dell’Archivio delle Reggiane». Per finire, una stoccata ben piazzata: «È finito il tempo in cui gli assessori facevano le loro mostre e il Comune ripianava i conti».



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