il precedente nel 2008
Dalla morte di un baby-campione a “Zona Nicolò”
di Aldo Spadoni
REGGIOLO. La tragica morte del giovanissimo Riccardo Roversi, ricorda purtroppo quella quasi analoga del campioncino Nicolò Ferrari, atleta della Ciclistica 2000, che trovò la morte in un caldissimo...
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REGGIOLO. La tragica morte del giovanissimo Riccardo Roversi, ricorda purtroppo quella quasi analoga del campioncino Nicolò Ferrari, atleta della Ciclistica 2000, che trovò la morte in un caldissimo giugno del 2008 a soli 12 anni, durante la fase di riscaldamento di una tappa del Piccolo Tour Reggiano riservato alla categoria Esordienti.
Oltre ad essere un ragazzo bravo, educato, generoso, fortemente legato alla famiglia e con ottimi risultati scolastici aveva la grande passione per il ciclismo. In pochissimi anni aveva dimostrato tutto il suo talento vincendo numerose gare anche a carattere nazionale. La sua forza era l’umiltà, mai un gesto di sfida o di arroganza verso compagni ed avversari: ecco cosa la aveva fatto amare da tanti appassionati delle due ruote; Nicolò per molti addetti ai lavori era quel campioncino che da anni il movimento ciclistico provinciale attendeva.
Aveva esordito nella Società Ciclistica Rubierese dalla categoria Giovanissimi, e poi era passato alla Ciclistica 2000 Rubiera del duo Tondelli-Rivi. Nel 2008 stava affrontando la sua prima stagione nella categoria esordienti, con ottimi risultati e con una squadra che aveva creato un ottimo gruppo di amici. Quel tragico pomeriggio assolato a Cogruzzo, Nicolò, mentre si stava preparando per partecipare alla gara con alcuni suoi compagni di squadra, poco dopo le 14, aveva iniziato la fase di riscaldamento. Arrivato ad un incrocio, venne travolto da un camion che lo lasciò privo di sensi a terra. Subito intervennero alcuni medici presenti che prestarono le prime cure in attesa dei soccorsi. Purtroppo Nicolò Ferrari morì poco dopo sull’ambulanza, nell’ultima sua disperata corsa all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
La notizia della sua morte fece il giro del mondo ciclistico. Fare un giro di ricognizione sul percorso, per studiare le curve, preparare i vari rapporti, è una prassi normale che tutti i corridori amano e devono fare per essere pronti alla gara, ma anche questo tempo in cui i ragazzi girano liberi per il circuito deve essere un tempo sicuro.
Grazie ad alcuni ciclisti appassionati, genitori e amici, e grazie alla forza di Internet è nata “Zona Nicolò” una proposta per mettere in sicurezza i giovani durante il riscaldamento pre-gara. Ancora oggi i ragazzi continuano a riscaldarsi su strade aperte al traffico e a Rubiera la società ancora oggi in occasione dello storico Teofeo Commercio Industria Artigianato riserva agli atleti per un’ora la “Zona Nicolò”, un progetto promosso dalla Ciclistica 2000 in ricordo di Nicolò Ferrari.
Proprio questa pregevole iniziativa è stata nel tempo apprezzata dalle società italiane per migliorare la sicurezza dei ragazzi e la regolamentazione del traffico stradale, durante quel periodo pericoloso, ma spesso sottovalutato, che è il riscaldamento prima della gara, soprattutto per gli atleti più giovani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Oltre ad essere un ragazzo bravo, educato, generoso, fortemente legato alla famiglia e con ottimi risultati scolastici aveva la grande passione per il ciclismo. In pochissimi anni aveva dimostrato tutto il suo talento vincendo numerose gare anche a carattere nazionale. La sua forza era l’umiltà, mai un gesto di sfida o di arroganza verso compagni ed avversari: ecco cosa la aveva fatto amare da tanti appassionati delle due ruote; Nicolò per molti addetti ai lavori era quel campioncino che da anni il movimento ciclistico provinciale attendeva.
Aveva esordito nella Società Ciclistica Rubierese dalla categoria Giovanissimi, e poi era passato alla Ciclistica 2000 Rubiera del duo Tondelli-Rivi. Nel 2008 stava affrontando la sua prima stagione nella categoria esordienti, con ottimi risultati e con una squadra che aveva creato un ottimo gruppo di amici. Quel tragico pomeriggio assolato a Cogruzzo, Nicolò, mentre si stava preparando per partecipare alla gara con alcuni suoi compagni di squadra, poco dopo le 14, aveva iniziato la fase di riscaldamento. Arrivato ad un incrocio, venne travolto da un camion che lo lasciò privo di sensi a terra. Subito intervennero alcuni medici presenti che prestarono le prime cure in attesa dei soccorsi. Purtroppo Nicolò Ferrari morì poco dopo sull’ambulanza, nell’ultima sua disperata corsa all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
La notizia della sua morte fece il giro del mondo ciclistico. Fare un giro di ricognizione sul percorso, per studiare le curve, preparare i vari rapporti, è una prassi normale che tutti i corridori amano e devono fare per essere pronti alla gara, ma anche questo tempo in cui i ragazzi girano liberi per il circuito deve essere un tempo sicuro.
Grazie ad alcuni ciclisti appassionati, genitori e amici, e grazie alla forza di Internet è nata “Zona Nicolò” una proposta per mettere in sicurezza i giovani durante il riscaldamento pre-gara. Ancora oggi i ragazzi continuano a riscaldarsi su strade aperte al traffico e a Rubiera la società ancora oggi in occasione dello storico Teofeo Commercio Industria Artigianato riserva agli atleti per un’ora la “Zona Nicolò”, un progetto promosso dalla Ciclistica 2000 in ricordo di Nicolò Ferrari.
Proprio questa pregevole iniziativa è stata nel tempo apprezzata dalle società italiane per migliorare la sicurezza dei ragazzi e la regolamentazione del traffico stradale, durante quel periodo pericoloso, ma spesso sottovalutato, che è il riscaldamento prima della gara, soprattutto per gli atleti più giovani.
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