finanza
Dopo Reggio Emilia EmilBanca si mangia due mini-banche
REGGIO EMILIA. Anche in banca la fame vien mangiando. A pochi mesi dal perfezionamento della fusione per incorporazione della bcc reggiana Banco Emiliano, Emil Banca di Bologna amplia ancora una...
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REGGIO EMILIA. Anche in banca la fame vien mangiando. A pochi mesi dal perfezionamento della fusione per incorporazione della bcc reggiana Banco Emiliano, Emil Banca di Bologna amplia ancora una volta lo spettro delle sue mire inglobando nel perimetro la piccola e acciaccata Banca Parma e la bcc appenninica di Vergato, sana ma bisognosa di una massa critica più consistente. Ecco allora, come ormai acclarato dalle strategie di lungo periodo, che sarà Emil Banca a giocare il ruolo di calamita per condensare attorno a sè le piccole realtà del credito locale, ormai troppo esili per sostenere il peso delle nuove regole e della burocrazia bancaria che necessità di strutture complesse, investimenti rilevanti ed economia di scala. Banca Parma ha un storia particolare: è una banca di credito cooperativo con una sola filiale ma ben 1.600 soci, ancora in fase di startup perché fondata un paio di anni fa e da allora in perdita. Era nata per ribadire il principio dell’autonomia territoriale dopo l’acquisto della banche locali dai grandi gruppi stranieri. L’esperienza termina ora con il progetto di fusione per incorporazione in Emil Banca.
Certamente il modello di business tradizionale delle banche, fiaccato da tassi appiattiti, alto costo del rischio di credito, troppo elevati costi fissi e una debole redditività, è posto fortemente in discussione la sopravvivenza del bcc formato tascabile. Per la Bcc di Vergato, paesello sulle colline bolognese, conta sei filiali e incarna il perfetto modello di sostenibilità finanziaria su base locale tra impieghi e raccolta, salvo non riuscire a far fronte da sola alla strutturazione sempre più rilevante imposta delle normative.
A differenza di Banca Parma, Vergato avrebbe scelto però in autonomia e senza nessuna fretta il proprio partner. A presentare le due nuove fusioni ci penserà martedì prossimo nella sede di Bologna il presidente di Emil Banca (e di Iccrea Holding) Giulio Magagni.
Insieme a lui ci saranno Viviano Fiori, presidente Bcc Vergato, Alfredo Alessandrini, presidente Banca di Parma e Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca.
Per Emil Banca raccolta, soci, clienti e l’utile dei primi sei mesi del 2017 si sono attestati sopra gli 8,4 milioni di euro. A pochi mesi dalla fusione con l’ex Banco Cooperativo Emiliano, operativa dal primo aprile scorso, i primi risultati della nuova Emil Banca sono positivi e dimostrano come la scelta di creare una delle bcc più grandi d’Italia sia stata lungimirante. Oggi opera con 84 filiali su un territorio che si estende su cinque provincie emiliane (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Parma) e una lombarda (Mantova).
Enrico Lorenzo Tidona
Certamente il modello di business tradizionale delle banche, fiaccato da tassi appiattiti, alto costo del rischio di credito, troppo elevati costi fissi e una debole redditività, è posto fortemente in discussione la sopravvivenza del bcc formato tascabile. Per la Bcc di Vergato, paesello sulle colline bolognese, conta sei filiali e incarna il perfetto modello di sostenibilità finanziaria su base locale tra impieghi e raccolta, salvo non riuscire a far fronte da sola alla strutturazione sempre più rilevante imposta delle normative.
A differenza di Banca Parma, Vergato avrebbe scelto però in autonomia e senza nessuna fretta il proprio partner. A presentare le due nuove fusioni ci penserà martedì prossimo nella sede di Bologna il presidente di Emil Banca (e di Iccrea Holding) Giulio Magagni.
Insieme a lui ci saranno Viviano Fiori, presidente Bcc Vergato, Alfredo Alessandrini, presidente Banca di Parma e Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca.
Per Emil Banca raccolta, soci, clienti e l’utile dei primi sei mesi del 2017 si sono attestati sopra gli 8,4 milioni di euro. A pochi mesi dalla fusione con l’ex Banco Cooperativo Emiliano, operativa dal primo aprile scorso, i primi risultati della nuova Emil Banca sono positivi e dimostrano come la scelta di creare una delle bcc più grandi d’Italia sia stata lungimirante. Oggi opera con 84 filiali su un territorio che si estende su cinque provincie emiliane (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Parma) e una lombarda (Mantova).
Enrico Lorenzo Tidona
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