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Furto, il giudice vuole risentire la polizia

Furto, il giudice vuole risentire la polizia

REGGIO EMILIA. Resta appeso ad un filo il destino giudiziario del calabrese 44enne Giovanni Iacino, alla sbarra per furto aggravato nonché evasione e dal 2 agosto in carcere alla Pulce.Tutto ruota...

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REGGIO EMILIA. Resta appeso ad un filo il destino giudiziario del calabrese 44enne Giovanni Iacino, alla sbarra per furto aggravato nonché evasione e dal 2 agosto in carcere alla Pulce.

Tutto ruota sul furto di cinque litri di gasolio da una macchina, di cui la procura accusa il 44enne che quel giorno avrebbe violato gli arresti domiciliari per il raid sulla macchina. Per tutto ciò il pm onorario Laura Piemonti ha chiesto la condanna ad un anno ed otto mesi di reclusione. Per gli avvocati difensori Alessandro Conti e Luigi Antonio Comberiati l’imputato va invece assolto perché sull’auto che sarebbe stata “vampirizzata” non vi sono segni di scasso e il tappo del serbatoio era chiuso, inoltre – sempre secondo quanto evidenziato dalla difesa nelle due arringhe – Iacino nega di essere stato alla guida dell’autocarro intercettato quella notte dalla polizia e in cui venne trovato un guanto (che per gli agenti fa il paio con quello rinvenuto vicino all’auto) e una tanica contenente circa cinque litri di gasolio e gli attrezzi per lo scasso. Tesi difensive che devono aver messo qualche dubbio al giudice Silvia Semprini, non uscita ieri dalla camera di consiglio con la sentenza, bensì con l’intenzione di risentire in aula i poliziotti che fecero le indagini, per ricostruire con maggiore precisione la dinamica dei fatti. Se ne riparlerà pertanto il 26 settembre.

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