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Gli studenti reggiani appoggiano la Fedeli «Sì ai telefoni in aula»

di Leonardo Grilli
Gli studenti reggiani appoggiano la Fedeli «Sì ai telefoni in aula»

I ragazzi dell’Ariosto-Spallanzani promuovono la ministra «Bene usare i cellulari per la didattica ma con moderazione»

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REGGIO EMILIA. Si respira la spensieratezza e l’allegria di chi ha ritrovato gli amici di sempre (e soprattutto è uscito due ore prima da scuola) davanti alle sedi dell’Ariosto-Spallanzani di Reggio Emilia. Gli studenti del classico e dello scientifico ieri hanno ufficialmente ricominciato l’anno scolastico fra aspettative, novità e primi amori adolescenziali. C’è chi si preoccupa per le versioni di greco, chi è in ansia all’idea di rivedere equazioni o formule chimiche, ma a prescindere dagli indirizzi tutti hanno una cosa in comune: approvano l’idea del ministro dell’Istruzione Fedeli di introdurre nelle aule i cellulari come strumenti didattici.

«Sono già due anni che sono qui ma iniziare è sempre un po’ dura – spiega sorridendo Chiara – la proposta della Fedeli secondo me è molto buona perchè oggi è sempre più comune e utile usare i telefonini per navigare su internet o scaricare libri e programmi per gli esercizi». Assieme a lei c’è Hannah, una ragazza statunitense che da Washington passerà dieci mesi fra i banchi dello Spallanzani per uno scambio culturale: «Il mio primo giorno è stato stupendo, tutti sono molto carini e la città e bellissima. La mia scuola in America è molto diversa, è tutta sullo stesso piano, lo sport è più valorizzato e cambiamo classe ogni ora. E poi quasi tutti gli studenti usano i computer e i telefonini, che qui non sia così mi è sembrato strano».

Anche Tommaso vorrebbe vedere più smartphone in aula, ma con qualche restrizione: «Secondo me possono essere sia utili che dannosi, ma se vengono usati solo per scòpi didattici potrebbero essere una bella idea». Più pragmatico, invece, Matteo: «Io ho iniziato a lavorare fin da subito, mi aspettavo di meglio da questo primo anno. L’idea del ministro è intelligente, una buona parte degli studenti giù li utilizza comunque».

Poco dopo arriva Alessandro, decisamente più entusiasta: «Ho rivisto i miei compagni di classe e i professori, ho conosciuto altre persone, direi che come primo giorno è andato bene. Oggi utilizziamo i computer, penso che i telefonini potenzialmente potrebbero essere una distrazione ma se usati correttamente secondo me sarebbero una buona innovazione».

Ci sono però anche delle voci fuori dal coro, come quella di Francesca. «Credo che i tablet siano una riforma molto intelligente – spiega – basta pensare a quanto peso in meno dovremmo portarci. Per quanto riguarda gli smartphone, forse passeremmo troppo tempo a chattare su cose che non riguardano la scuola».

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