Il consiglio riparte con il caso Pagliani
Lunedì la prima seduta dopo la pausa estiva. Al posto del capogruppo di Forza Italia entra Rigon
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REGGIO EMILIA . La surroga di Giuseppe Pagliani, dimissionario dopo la condanna in appello al rito abbreviato del processo Aemilia. E poi le scorie rimaste dalla polemica estiva su Reggio Children fra il Pd e l’Mdp. Dopo le ferie estive, lunedì riparte il consiglio comunale, con una seduta in programma alle 15.30 in Sala del Tricolore che si annuncia ad alta tensione. Nell’ordine del giorno sono previste interpellanze e mozioni che spaziano dalla viabilità agli arredi urbani, fino ad argomenti che riguardano la Municipale, il commercio, la banda larga e lo ius soli.
Ma sono proprio le dimissioni di Pagliani, che tornerà ad essere sostituito da Roberta Rigon, ad accendere gli animi. Dalle pagine della Gazzetta, nei giorni scorsi Roberta Rigon ha fatto già sapere la sua intenzione di accettare l’incarico, che aveva tra l’altro ricoperto anche in occasione della precedente sospensione di Pagliani, comunicata al consiglio dall’allora prefetto, Raffaele Ruberto, nel febbraio 2015.
Subentrando a Pagliani, tuttavia, l’ex consigliera di Fabbrico non aveva ancora sciolto il nodo della sua adesione al gruppo di Forza Italia, lasciando in qualche modo sorpreso il consigliere azzurro, Claudio Bassi.
«Ultimamente non sto frequentando molto il partito, per motivi personali ma anche politici – aveva dichiarato Rigon – non condivido la linea nazionale di Forza Italia. E da quando si è sciolto il Pdl non ho mai aderito ufficialmente alla nuova Forza Italia. Vedremo cosa fare». L’ipotesi potrebbe essere quella di entrare in una sorta di gruppo misto: una questione regolamentare che verrà sciolta solo lunedì, quando difficilmente si sarà placata la polemica politica sulla condanna del capogruppo di Forza Italia.
Ad accendere la miccia, il consigliere Pd, Pierluigi Saccardi, solito in questi tre anni uscire dall’aula ogni volta che Pagliani prendeva parola. Che, commentando la sentenza d’appello di Bologna, non aveva esitato ad esultare per la condanna, parlando di una «battaglia politica, condotta a tratti in solitudine». Parole che hanno innescato una polemica a distanza nello stesso Pd. E che, ora, scatenano anche la reazione di Nicolas Caccavo, consigliere comunale Forza Italia.
«Condanna ingiusta quella ricevuta da Giuseppe Pagliani in Appello, si pensi che è stata anticipata da due giudizi, Tribunale del Riesame e Primo grado, che hanno completamente discolpato il nostro collega, pertanto ritengo che la giustizia possa avere la meglio con la assoluzione in terzo grado di una persona innocente».
Secondo Caccavo, «la presunzione di innocenza è un principio cardine dell’ordinamento giuridico ed è prevista dalla Costituzione. Nessuno può essere considerato colpevole se non in presenza di una condanna definitiva, vorrei ricordare questo a chi ora commenta con tanta disinvoltura la sentenza di condanna in appello a Pagliani, nessuno sembra al momento riconoscerlo».
Il consigliere Forza Italia, aggiunge: «Questo è un principio che vale sempre e non a intermittenza a seconda dell’opportunità politica del momento. L’ultima parola verrà scritta dalla Cassazione e consiglierei a tutti di attendere la fine dell’iter giudiziario prima di anticipare facili commenti sulla condotta di Pagliani». Quanto a Saccardi, per Caccavo le sue dichiarazioni «sono mosse soprattutto da un’avversione personale particolare nei confronti di Pagliani, un vero e proprio odio ingiustificato verso un avversario politico che per tanti anni ha rappresentato l’unica ed efficace voce in grado di contrastare un minimo il sistema di potere che la sinistra ha costruito a Reggio in un regime politico di potere assoluto. Il sentimento di invidia e odio non porta nessun privilegio a chi ne è portatore, questo Saccardi dovrebbe saperlo».
Ma sono proprio le dimissioni di Pagliani, che tornerà ad essere sostituito da Roberta Rigon, ad accendere gli animi. Dalle pagine della Gazzetta, nei giorni scorsi Roberta Rigon ha fatto già sapere la sua intenzione di accettare l’incarico, che aveva tra l’altro ricoperto anche in occasione della precedente sospensione di Pagliani, comunicata al consiglio dall’allora prefetto, Raffaele Ruberto, nel febbraio 2015.
Subentrando a Pagliani, tuttavia, l’ex consigliera di Fabbrico non aveva ancora sciolto il nodo della sua adesione al gruppo di Forza Italia, lasciando in qualche modo sorpreso il consigliere azzurro, Claudio Bassi.
«Ultimamente non sto frequentando molto il partito, per motivi personali ma anche politici – aveva dichiarato Rigon – non condivido la linea nazionale di Forza Italia. E da quando si è sciolto il Pdl non ho mai aderito ufficialmente alla nuova Forza Italia. Vedremo cosa fare». L’ipotesi potrebbe essere quella di entrare in una sorta di gruppo misto: una questione regolamentare che verrà sciolta solo lunedì, quando difficilmente si sarà placata la polemica politica sulla condanna del capogruppo di Forza Italia.
Ad accendere la miccia, il consigliere Pd, Pierluigi Saccardi, solito in questi tre anni uscire dall’aula ogni volta che Pagliani prendeva parola. Che, commentando la sentenza d’appello di Bologna, non aveva esitato ad esultare per la condanna, parlando di una «battaglia politica, condotta a tratti in solitudine». Parole che hanno innescato una polemica a distanza nello stesso Pd. E che, ora, scatenano anche la reazione di Nicolas Caccavo, consigliere comunale Forza Italia.
«Condanna ingiusta quella ricevuta da Giuseppe Pagliani in Appello, si pensi che è stata anticipata da due giudizi, Tribunale del Riesame e Primo grado, che hanno completamente discolpato il nostro collega, pertanto ritengo che la giustizia possa avere la meglio con la assoluzione in terzo grado di una persona innocente».
Secondo Caccavo, «la presunzione di innocenza è un principio cardine dell’ordinamento giuridico ed è prevista dalla Costituzione. Nessuno può essere considerato colpevole se non in presenza di una condanna definitiva, vorrei ricordare questo a chi ora commenta con tanta disinvoltura la sentenza di condanna in appello a Pagliani, nessuno sembra al momento riconoscerlo».
Il consigliere Forza Italia, aggiunge: «Questo è un principio che vale sempre e non a intermittenza a seconda dell’opportunità politica del momento. L’ultima parola verrà scritta dalla Cassazione e consiglierei a tutti di attendere la fine dell’iter giudiziario prima di anticipare facili commenti sulla condotta di Pagliani». Quanto a Saccardi, per Caccavo le sue dichiarazioni «sono mosse soprattutto da un’avversione personale particolare nei confronti di Pagliani, un vero e proprio odio ingiustificato verso un avversario politico che per tanti anni ha rappresentato l’unica ed efficace voce in grado di contrastare un minimo il sistema di potere che la sinistra ha costruito a Reggio in un regime politico di potere assoluto. Il sentimento di invidia e odio non porta nessun privilegio a chi ne è portatore, questo Saccardi dovrebbe saperlo».
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