Il paese in lacrime per l’addio a Riccardo
di Mauro Pinotti
Oggi i funerali del 13enne morto sulla provinciale. I genitori accanto a lui tutta la notte nella camera mortuaria del cimitero
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REGGIOLO . Un dolore infinito che non trova pace. La tragica morte di Riccardo Roversi – il ragazzino di 13 anni residente con la famiglia a Reggiolo, venerdì alle 18 coinvolto nello schianto sulla provinciale per Moglia, all’incrocio con via Tullie, fra la sua bici da corsa e una Bmw condotta da un 25enne di Bondeno (Mantova) – ha sconvolto tutta la comunità.
I funerali, in forma civile, si svolgono oggi alle 16 partendo dalla camera ardente allestita alla Fondazione ospediale civile di via Barberi a Gonzaga (Mantova) per il cimitero degli Angeli di Mantova, dove avverrà il rito della cremazione.
I genitori, dal momento in cui hanno visto il loro figlio sull’asfalto, privo di vita, non l’hanno mai voluto lasciare un solo istante: papà Denis e mamma Natalia hanno trascorso la notte nella camera mortuaria del cimitero di Moglia. Chiusi nel loro dolore, restano accanto alla bara del figlio.
Ieri mattina, primo giorno di scuola in Emilia Romagna, Riccardo avrebbe dovuto sedersi sui banchi assieme ai compagni di terza media. Frequentava la scuola secondaria di primo grado Carducci, nel prefabbricato costruito in via Volta, dato che l’edificio scolastico di via Regina Margherita è ancora inagibile a causa dei danni provocati dal terremoto del 2012.
Sul suo banco i ragazzi – con l’insegnante, la dirigente scolastica e i rappresentanti del Comune – hanno posato un mazzo di fiori bianchi. E come per miracolo, su quei fiori, si è posato improvviamente un raggio di sole, come se l’anima di Riccardo fosse lì, in classe, pronta a seguire le lezioni.
Nessun discorso. Solo silenzio e scuola in lutto. Il sindaco Roberto Angeli, sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Oggi inizia il nuovo anno scolastico. Un giorno che doveva essere felice per i bambini e i ragazzi di Reggiolo, ma che purtroppo si è trasformato in un giorno triste per tutta la comunità in seguito alla tragica scomparsa di Riccardo. Un abbraccio alla famiglia, in questo momento difficile della loro vita».
Tantissime le testimonianze di affetto e di cordoglio da parte del popolo dei social network. L’edicola dello zio, in piazza Martiri, è chiusa. Sulla saracinesca il cartello “Chiusura anticipata per lutto”, affisso in fretta e furia giovedì pomeriggio dopo la tragica notizia dell’incidente. Chiuso anche il bar “La Rana”, gestito dai genitori del ragazzo.
Ieri pomeriggio due lavoratori, ignari di tutto, erano andati in via Caboto, al bar che si trova nella zona industriale “Ranaro”, per bere un caffè: hanno saputo lì, da alcuni colleghi, ciò che era avvenuto.
Sempre ieri, dal cimitero di Moglia, gli addetti dell’Agenzia funebre Losi hanno trasportato la bara di Riccardo a Gonzaga, dove è stata allestita la camera ardente, aperta fino ad oggi pomeriggio.
Riccardo lascia nel dolore il padre Denis, la madre Natalia Catellani, il bisnonno Aniceto, i nonni Meris, Dianella, Giuliano e Margherita, gli zii Elena con Raffaele, Samuela con Hamewari, Cristiano con Barbara, Giulia ed Elia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I funerali, in forma civile, si svolgono oggi alle 16 partendo dalla camera ardente allestita alla Fondazione ospediale civile di via Barberi a Gonzaga (Mantova) per il cimitero degli Angeli di Mantova, dove avverrà il rito della cremazione.
I genitori, dal momento in cui hanno visto il loro figlio sull’asfalto, privo di vita, non l’hanno mai voluto lasciare un solo istante: papà Denis e mamma Natalia hanno trascorso la notte nella camera mortuaria del cimitero di Moglia. Chiusi nel loro dolore, restano accanto alla bara del figlio.
Ieri mattina, primo giorno di scuola in Emilia Romagna, Riccardo avrebbe dovuto sedersi sui banchi assieme ai compagni di terza media. Frequentava la scuola secondaria di primo grado Carducci, nel prefabbricato costruito in via Volta, dato che l’edificio scolastico di via Regina Margherita è ancora inagibile a causa dei danni provocati dal terremoto del 2012.
Sul suo banco i ragazzi – con l’insegnante, la dirigente scolastica e i rappresentanti del Comune – hanno posato un mazzo di fiori bianchi. E come per miracolo, su quei fiori, si è posato improvviamente un raggio di sole, come se l’anima di Riccardo fosse lì, in classe, pronta a seguire le lezioni.
Nessun discorso. Solo silenzio e scuola in lutto. Il sindaco Roberto Angeli, sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Oggi inizia il nuovo anno scolastico. Un giorno che doveva essere felice per i bambini e i ragazzi di Reggiolo, ma che purtroppo si è trasformato in un giorno triste per tutta la comunità in seguito alla tragica scomparsa di Riccardo. Un abbraccio alla famiglia, in questo momento difficile della loro vita».
Tantissime le testimonianze di affetto e di cordoglio da parte del popolo dei social network. L’edicola dello zio, in piazza Martiri, è chiusa. Sulla saracinesca il cartello “Chiusura anticipata per lutto”, affisso in fretta e furia giovedì pomeriggio dopo la tragica notizia dell’incidente. Chiuso anche il bar “La Rana”, gestito dai genitori del ragazzo.
Ieri pomeriggio due lavoratori, ignari di tutto, erano andati in via Caboto, al bar che si trova nella zona industriale “Ranaro”, per bere un caffè: hanno saputo lì, da alcuni colleghi, ciò che era avvenuto.
Sempre ieri, dal cimitero di Moglia, gli addetti dell’Agenzia funebre Losi hanno trasportato la bara di Riccardo a Gonzaga, dove è stata allestita la camera ardente, aperta fino ad oggi pomeriggio.
Riccardo lascia nel dolore il padre Denis, la madre Natalia Catellani, il bisnonno Aniceto, i nonni Meris, Dianella, Giuliano e Margherita, gli zii Elena con Raffaele, Samuela con Hamewari, Cristiano con Barbara, Giulia ed Elia.
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