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Ius Soli, la riscossa parte da Prodi e Delrio

Ius Soli, la riscossa parte da Prodi e Delrio

I due reggiani spingono per il via libera alla legge. Ma in ballo ci sono le elezioni e la tenuta del governo

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REGGIO EMILIA. Dopo lo stop al Senato, la riscossa dello Ius Soli parte da Reggio, culla della campagna per i diritti alla cittadinanza “L’Italia sono anch’io”, di cui Graziano Delrio è stato presidente del Comitato promotore nelle vesti di sindaco della città del Tricolore.

È per questo che l’attuale ministro alle Infrastrutture è stato il primo in ordine di tempo ad alzare la voce contro la sparizione della legge dal calendario di settembre dei lavori in Senato, dopo un rinvio registrato già prima dell’estate.

Per Delrio, il rinvio è «certamente un atto di paura grave». E lo ha detto a chiare lettere anche nel corso del suo intervento a FestaReggio insieme all’ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, dove si è intuito immediatamente che con la legge per il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia sono messi in gioco la stabilità del governo e le future alleanze elettorali in funzione di un rinnovato centrosinistra. Parole, quelle di Delrio, che hanno fatto irritare non poco i senatori Pd e chi nel governo si sta adoperando per costruire una difficile maggioranza, superando le resistenze dell’Area popolare di Angelino Alfano. Una bufera che ha costretto persino il segretario Pd, Matteo Renzi, ad intervenire con una nota per precisare che «la posizione del Pd è in piena sintonia» con quella di Gentiloni, che a sua volta ha confermato l’impegno del Governo ad approvare lo Ius soli entro fine legislatura. La partita tuttavia sembra destinata a complicarsi. Anche, e soprattutto, per i rischi elettorali connessi ad una sovrapposizione del “diritto di cittadinanza” con l’emergenza immigrazione. Ed è proprio su questo aspetto che il ministro Delrio ha trovato sponda dall’ex premier, Romano Prodi, in un tandem tutto reggiano che spinge per la calendarizzazione della legge.

Secondo Prodi, infatti, «non approvare lo Ius Soli è un calcolo politico sbagliato, basato sull’emozione e non su uno sguardo più ampio, lungimirante per il bene del Paese. La legge non è passata perché le indagini demoscopiche dicono che il partito che la propone perderebbe due punti di voti. Ma li perderebbe perché è inevitabile che siano perduti o perché non si spiegano le ragioni della stessa legge e non ne nasce finalmente un dibattito sul contenuto?». L’argomento sarà anche al centro del prossimo consiglio comunale, in programma lunedì in Sala Tricolore, dove la consigliera di Sinistra Italiana, Lucia Lusenti, proporrà una mozione per impegnare il sindaco a «conferire la cittadinanza onoraria a tutti i giovani, figli di immigrati ma nati in Italia e residenti a Reggio». Fra le voci favorevoli alla legge, anche l’Anolf-Cisl, Associazione nazionale oltre le frontiere: Sono alcune migliaia i reggiani senza cittadinanza – osserva Aziz Sadid, di Anolf Cisl Emilia Centrale – considerati stranieri dalle nostre istituzioni e dalle leggi. Non possiamo consentire che lì dove l’integrazione ha superato ogni diversità, sia ora la politica ad alzare le barriere». (e.spa.)

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