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Maltrattamenti, il 43enne non parla davanti al giudice

REGGIO EMILIA. Assistito dall’avvocato Alessandro Conti, ieri in tribunale s’è avvalso della facoltà di non rispondere – davanti al gip Angela Baraldi – l’albanese 43enne finito in cella con le...

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REGGIO EMILIA. Assistito dall’avvocato Alessandro Conti, ieri in tribunale s’è avvalso della facoltà di non rispondere – davanti al gip Angela Baraldi – l’albanese 43enne finito in cella con le accuse di maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata nei confronti della moglie e delle due figlie di 13 e 14 anni.

Esaurito l’interrogatorio di garanzia – tenutosi a Reggio in quanto il 43enne è stato arrestato dalla Mobile – ora gli atti finiranno, per competenza, in tribunale a Sulmona, perché le indagini sono scattate nella città abruzzese, culminando con la misura cautelare in carcere “ordinata” dal gip. L’albanese – per la polizia – è partito due settimane fa da Reggio con un machete che ha sfoderato a Sulmona (L’Aquila), dove ha minacciato di uccidere la moglie se non fosse tornata in Emilia. La donna si era rifugiata in Abruzzo con le figlie per sfuggire alle continue violenze del marito a Reggio. Da lì la denuncia della donna che ha innescato poi un’indagine da parte della polizia terminata con l’arresto giovedì mattina.

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