Ruba un cellulare e per il giudice va espulso
Furto allo Street Food: il 45enne lascerà l’Italia ma solo quando la sentenza diventerà definitiva
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REGGIO EMILIA. Un’espulsione, ma al momento solo sulla carta.
Stiamo parlando del georgiano 45enne Mamuka Bejanishvili (clandestino e con precedenti per reati contro il patrimonio) che è stato condannato per il furto di un telefono cellulare compiuto il 27 agosto – in via IV Novembre – allo Street food festival “In food we truck”.
La condanna a 4 mesi di reclusione (più “soft” rispetto a quella richiesta dalla procura) è stata poi commutata dal giudice Luca Ramponi in espulsione.
Ma occorre che la condanna divenga definitiva affinché il provvedimento venga attuato: in tempi, quindi, non definibili, perché il georgiano può impugnare la sentenza, “congelando” ulteriormente l’espulsione.
Al momento il 45enne è sottoposto a due misure restrittive: divieto di dimora a Reggio e obbligo di firma in caserma a Sassuolo (Bejanishvili risulta vivere nella città modenese con la moglie). Il giudice Ramponi, accogliendo la tesi difensiva, ha derubricato l’accusa da furto con destrezza a furto semplice.
L’avvocato difensore Mario Di Frenna ha infatti contestato la destrezza (identificata dalla procura), rifacendosi a quanto ha di recente previsto sul tema la Cassazione. Per Di Frenna il suo assistito «si è limitato ad approfittare di una momentanea distrazione della donna che era voltata a cucinare e con il cellulare distante da lei».
Tre domeniche fa la polizia era intervenuta all’ora di pranzo su segnalazione di un addetto alla sicurezza della manifestazione che sentiva la proprietaria di uno stand gastronomico urlare all’indirizzo di una persona che stava cercando di allontanarsi velocemente. Poi l’arresto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Stiamo parlando del georgiano 45enne Mamuka Bejanishvili (clandestino e con precedenti per reati contro il patrimonio) che è stato condannato per il furto di un telefono cellulare compiuto il 27 agosto – in via IV Novembre – allo Street food festival “In food we truck”.
La condanna a 4 mesi di reclusione (più “soft” rispetto a quella richiesta dalla procura) è stata poi commutata dal giudice Luca Ramponi in espulsione.
Ma occorre che la condanna divenga definitiva affinché il provvedimento venga attuato: in tempi, quindi, non definibili, perché il georgiano può impugnare la sentenza, “congelando” ulteriormente l’espulsione.
Al momento il 45enne è sottoposto a due misure restrittive: divieto di dimora a Reggio e obbligo di firma in caserma a Sassuolo (Bejanishvili risulta vivere nella città modenese con la moglie). Il giudice Ramponi, accogliendo la tesi difensiva, ha derubricato l’accusa da furto con destrezza a furto semplice.
L’avvocato difensore Mario Di Frenna ha infatti contestato la destrezza (identificata dalla procura), rifacendosi a quanto ha di recente previsto sul tema la Cassazione. Per Di Frenna il suo assistito «si è limitato ad approfittare di una momentanea distrazione della donna che era voltata a cucinare e con il cellulare distante da lei».
Tre domeniche fa la polizia era intervenuta all’ora di pranzo su segnalazione di un addetto alla sicurezza della manifestazione che sentiva la proprietaria di uno stand gastronomico urlare all’indirizzo di una persona che stava cercando di allontanarsi velocemente. Poi l’arresto.
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