Gazzetta di Reggio

Reggio

Autonomia all’emiliana a Palazzo Allende

Autonomia all’emiliana a Palazzo Allende

Il presidente Bonaccini ieri mattina ha incontrato i sindaci: «Le regioni virtuose vanno premiate» 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il cammino intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna per ottenere, attraverso l’articolo 116 della Costituzione, ulteriori forme e condizioni di autonomia è stato al centro dell’Assemblea dei sindaci convocata ieri mattina dal presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. A illustrare il documento di indirizzo, che dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale è stato sottoposto a parti sociali e appunto enti territoriali, lo stesso presidente Stefano Bonaccini, insieme all’assessore regionale al Riordino istituzionale Emma Petitti e la responsabile del Servizio Riforme istituzionali Filomena Terzini. «È tempo che in questo Paese le Regioni virtuose e con i conti in ordine vengano premiate – ha spiegato il presidente Stefano Bonaccini – La Costituzione riconosce questa possibilità, attraverso il comma terzo dell’articolo 116, ed è questo il cammino che abbiamo deciso di intraprendere e che può consentirci di avere concretamente maggiore autonomia legislativa, ma anche maggiore capacità di investimento, trattenendo sul territorio una parte delle risorse che oggi vanno allo Stato». «L’Emilia-Romagna per i suoi dati economici e per la qualità dei servizi che vengono erogati ai cittadini è in grado di spendere la sua tradizione di buon governo per avviare questo percorso», ha aggiunto il presidente della Regione spiegando le aree di competenza per le quali si chiede più autonomia (lavoro e impresa; formazione e ricerca; ambiente e territorio; welfare e sanità) e illustrando la tabella di marcia che punta a ottenere l’approvazione in Consiglio regionale il 3 ottobre per poi presentare al premier Gentiloni il documento di indirizzo e avviare il confronto col Governo.

«Perché per avere più autonomia serve una legge dello Stato approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di un’intesa fra lo Stato e la Regione, il resto sono parole al vento o ricerca di facili consensi plebiscitari, alla vigilia delle elezioni, attraverso referendum inutili» ha concluso il presidente Bonaccini ribadendo come «per noi resti sacra l’unità nazionale del Paese, a differenza di chi propone addirittura la secessione della Romagna dall’Emilia, senza capire che da separati saremmo più deboli».

«Come Provincia seguiamo con attenzione e condivisione il cammino intrapreso dalla Regione – ha detto il presidente Giammaria Manghi – perché finalmente apre una stagione di grande concretezza su un tema sul quale da troppo tempo si parla senza produrre risultati. La via costituzionale all’autonomia è l’unica in grado di produrre benefici alle comunità, determinando un cambio di registro rispetto al lavoro che gli enti locali svolgono sul territorio a partire dalla Regione, rendendoli più credibili e funzionali». Anche per Manghi occorre ribadire «la natura non separatista di questo cammino, ma anche far capire che non si sta nemmeno parlando di nuove Regioni a statuto speciale che non hanno più ragione d’essere».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google