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Cittadinanza onoraria a Khaled Al Asaad, ucciso dall’Isis

Cittadinanza onoraria a Khaled Al Asaad, ucciso dall’Isis

Il Club per l’Unesco di Reggio Emilia attraverso il suo presidente Luigi Bottazzi plaude all’appello con cui duecento docenti romani chiedono di dare la cittadinanza onoraria a Khaled...

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REGGIO EMILIA. Il Club per l’Unesco di Reggio Emilia attraverso il suo presidente Luigi Bottazzi plaude all’appello con cui duecento docenti romani chiedono di dare la cittadinanza onoraria a Khaled Al Asaad, già sovrintendente alle antichità di Palmira, ucciso dall’Isis per difendere il patrimonio culturale che Roma ha lasciato al mondo. Al Asaad, dopo aver dedicato una vita alla conservazione del patrimonio archeologico della città di Palmira, in Siria, benché in pensione e debilitato dall’età, appreso dell’approssimarsi di una banda di predoni intenzionati a impadronirsi delle opere d’arte facilmente asportabili per metterle in vendita sui mercati occidentali, con il solo aiuto di un familiare, nascose i reperti e mise in salvo la famiglia, restando al suo posto ad affrontare l’ira dei malfattori a testimonianza della impotenza della furia distruttrice di fronte alla serenità di coscienza. «“Ignorare il passato significa rimanere bambini”– si legge nell’appello sottoscritto da archeologi, storici dell’arte e linguisti italiani – con queste parole lo studioso siriano Khaled al-Asaad evidenziava come fosse indispensabile conoscere le proprie radici per potere guardare al futuro. È rimasto coerente con questa sua visione sino all’estremo sacrificio, dando la vita per difendere il sito di Palmyra, antica città romana che rappresentava una cerniera tra Oriente e Occidente, crocevia di rotte commerciali e fulcro di scambi di idee. Palmyra è il simbolo dell’incontro e della fusione per eccellenza, è simbolo dell’Umanità nella sua accezione più ampia: per fermarne lo scempio e salvaguardarne le eccezionali testimonianze artistiche dal saccheggio, Khaled ha lavorato duramente finché, rapito e torturato dalle milizie dell’Isis per carpire informazioni su dove avesse nascosto le opere d’arte, non è stato ucciso e decapitato.



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