Il castello di Casalgrande Alto messo all’asta dal tribunale
In vendita una vasta porzione residenziale da 360 metri quadrati e l’ex ristorante da 170 metri Il prezzo base è di 330mila euro (già scontato). Le offerte devono essere presentate entro il 12 ottobre
CASALGRANDE . Il castello di Casalgrande va all’asta. La sezione fallimentare del Tribunale di Reggio Emilia ha ufficializzato le procedure di vendita del castello, il complesso parte dell’antico e suggestivo borgo di Casalgrande Alto, antica area fortificata per secoli usata come presidio sulla vallata del Secchia.
Il castello è un bello e ampio edificio a quattro piani, diviso fra una vasta porzione residenziale da 360 metri quadrati complessivi e un piano terra adibito a ristorante, con una superficie superiore ai 170 metri quadrati.
L’udienza per l’apertura delle buste, per l’esame delle offerte e per l’eventuale gara tra i soggetti interessati è fissata per le 17.15 del 12 ottobre al tribunale di Reggio Emilia. Il prezzo base per il lotto è fissato a 440mila euro, verranno accettate offerte minime da 330mila euro in su. La discrepanza non è un errore, ma la conseguenza di una procedura già applicata diverse volte dal Tribunale di Reggio in questi anni segnati da difficoltà economiche, pignoramenti e messe all’asta. Il prezzo base è quello calcolato su stime e perizie: alla prima chiamata all’asta è però possibile applicare una riduzione del 25% sulla cifra indicata, così da favorire le offerte dei potenziali compratori e velocizzare i tempi.
In passato, lotti anche di grande interesse andavano deserti in attesa del progressivo calo del prezzo, prolungando di anni le procedure di vendita e di liquidazione dei debiti. In questo modo si punta a snellire il tutto e a guadagnare mesi, se non anni. Ed è proprio questo il caso del castello di Casalgrande, dove la cifra richiesta per la proposta minima è tagliata del 25% (110mila euro sui 440mila stabiliti).
Il castello è una parte autonoma ed indipendente di quello che un tempo era il borgo fortificato di Casalgrande Alto, quello che ospita anche la torre di proprietà comunale, a lungo sede della Confraternita dell’aceto balsamico tradizionale e oggi utilizzata per manifestazioni pubbliche e rassegne culturali.
Nei secoli scorsi il complesso era unitario, con i vari edifici collegati da cinte murarie poi venute meno. Il periodo di principale decadimento è arrivato a cavallo fra fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, quando Casalgrande Alto si è quasi completamente spopolato e mura e mattoni della rocca sono diventati la materia prima per costruire case nelle campagne sottostanti. A metà dello scorso secolo è iniziato un parziale recupero, che ha visto la realizzazione di residenze e la trasformazione degli edifici. Il piano terra del castello è diventato un ristorante, rimasto attivo sino al 2009.
Dopo quella data, il locale è stato acquistato da una società poi rimasta coinvolta in una lunga causa giudiziaria e successivamente fallita.
Una serie di vicissitudini che hanno portato all’attuale abbandono: lo stato del castello adesso non è in grandi condizioni, come confermato dalla perizia, e vi sono anche alcune irregolarità edilizie da valutare. Rimane comunque un edificio di notevole suggestione e in una posizione splendida, alla ricerca di rivalutazione come Villa Carandini, altra bella residenza nella stessa zona. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
