novellara
La Regione: si cerca una soluzione
Dopo la protesta di Simonazzi, «vittima di terremoto e burocrazia»
2 MINUTI DI LETTURA
NOVELLARA. «Il rigetto della pratica del signor Udino Simonazzi non è assolutamente una questione di “numero civico”. La domanda è stata presentata come impresa e trattata dagli appositi uffici ben quattro volte. Però non è mai stato dimostrato l’effettivo utilizzo del bene danneggiato come direttamente riconducibile e funzionale all’attività di impresa». L’assessore regionale alle Attività produttive e ricostruzione post sisma, Palma Costi, replica al caso di Udino Simonazzi, il 45enne residente a San Bernardino tra i pochi terremotati di Novellara.
Costretto per motivi di sicurezza ad abbattere il capannone adiacente all’abitazione, danneggiato dal terremoto del 2012, sostenendo 30mila euro di spese, Simonazzi lamentava che a distanza di cinque anni non è riuscito ad accedere ai fondi regionali per ricostruire l’immobile perché, secondo la burocrazia, non esiste la prova che in quellp stabile – che l’artigiano di controsoffittature in cartongesso usava come deposito materiali – ci fosse la sua attività.
«Non si può che essere dispiaciuti quando un cittadino non trova risoluzione ai danni subiti a causa del sisma. Quindi l’attenzione della Regione, per questo come per altri casi ancora aperti, va ben oltre il mero approccio amministrativo e strettamente procedurale per cercare, nel quadro delle norme in materia, una soluzione – premette Costi –. Però non è mai stato dimostrato l’effettivo utilizzo del bene danneggiato come direttamente riconducibile e funzionale all’attività di impresa. Il piccolo capannone adiacente all’abitazione della madre (indicato come sede legale dell’attività di artigiano) non è censito come unità locale di impresa né è oggetto di contratti o bollette intestate o riconducibili a lui, né come impresa né come persona fisica. È quindi tecnicamente impossibile trattare questo oggetto come “attività produttiva”, ai sensi dell’ordinanza che regola i contributi alle imprese danneggiate dal sisma, anche se utilizzato “privatamente” come pertinenza/deposito per materiali di lavoro».
Comunque, conclude l’assessore regionale, in collaborazione con il Comune di Novellara, «stiamo tuttora vagliando eventuali ed ulteriori possibilità, a conferma che il nostro approccio è prima di tutto quello di risolvere le questioni ancora aperte».
Costretto per motivi di sicurezza ad abbattere il capannone adiacente all’abitazione, danneggiato dal terremoto del 2012, sostenendo 30mila euro di spese, Simonazzi lamentava che a distanza di cinque anni non è riuscito ad accedere ai fondi regionali per ricostruire l’immobile perché, secondo la burocrazia, non esiste la prova che in quellp stabile – che l’artigiano di controsoffittature in cartongesso usava come deposito materiali – ci fosse la sua attività.
«Non si può che essere dispiaciuti quando un cittadino non trova risoluzione ai danni subiti a causa del sisma. Quindi l’attenzione della Regione, per questo come per altri casi ancora aperti, va ben oltre il mero approccio amministrativo e strettamente procedurale per cercare, nel quadro delle norme in materia, una soluzione – premette Costi –. Però non è mai stato dimostrato l’effettivo utilizzo del bene danneggiato come direttamente riconducibile e funzionale all’attività di impresa. Il piccolo capannone adiacente all’abitazione della madre (indicato come sede legale dell’attività di artigiano) non è censito come unità locale di impresa né è oggetto di contratti o bollette intestate o riconducibili a lui, né come impresa né come persona fisica. È quindi tecnicamente impossibile trattare questo oggetto come “attività produttiva”, ai sensi dell’ordinanza che regola i contributi alle imprese danneggiate dal sisma, anche se utilizzato “privatamente” come pertinenza/deposito per materiali di lavoro».
Comunque, conclude l’assessore regionale, in collaborazione con il Comune di Novellara, «stiamo tuttora vagliando eventuali ed ulteriori possibilità, a conferma che il nostro approccio è prima di tutto quello di risolvere le questioni ancora aperte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google