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La Regione: si cerca una soluzione

Dopo la protesta di Simonazzi, «vittima di terremoto e burocrazia»

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NOVELLARA. «Il rigetto della pratica del signor Udino Simonazzi non è assolutamente una questione di “numero civico”. La domanda è stata presentata come impresa e trattata dagli appositi uffici ben quattro volte. Però non è mai stato dimostrato l’effettivo utilizzo del bene danneggiato come direttamente riconducibile e funzionale all’attività di impresa». L’assessore regionale alle Attività produttive e ricostruzione post sisma, Palma Costi, replica al caso di Udino Simonazzi, il 45enne residente a San Bernardino tra i pochi terremotati di Novellara.

Costretto per motivi di sicurezza ad abbattere il capannone adiacente all’abitazione, danneggiato dal terremoto del 2012, sostenendo 30mila euro di spese, Simonazzi lamentava che a distanza di cinque anni non è riuscito ad accedere ai fondi regionali per ricostruire l’immobile perché, secondo la burocrazia, non esiste la prova che in quellp stabile – che l’artigiano di controsoffittature in cartongesso usava come deposito materiali – ci fosse la sua attività.

«Non si può che essere dispiaciuti quando un cittadino non trova risoluzione ai danni subiti a causa del sisma. Quindi l’attenzione della Regione, per questo come per altri casi ancora aperti, va ben oltre il mero approccio amministrativo e strettamente procedurale per cercare, nel quadro delle norme in materia, una soluzione – premette Costi –. Però non è mai stato dimostrato l’effettivo utilizzo del bene danneggiato come direttamente riconducibile e funzionale all’attività di impresa. Il piccolo capannone adiacente all’abitazione della madre (indicato come sede legale dell’attività di artigiano) non è censito come unità locale di impresa né è oggetto di contratti o bollette intestate o riconducibili a lui, né come impresa né come persona fisica. È quindi tecnicamente impossibile trattare questo oggetto come “attività produttiva”, ai sensi dell’ordinanza che regola i contributi alle imprese danneggiate dal sisma, anche se utilizzato “privatamente” come pertinenza/deposito per materiali di lavoro».

Comunque, conclude l’assessore regionale, in collaborazione con il Comune di Novellara, «stiamo tuttora vagliando eventuali ed ulteriori possibilità, a conferma che il nostro approccio è prima di tutto quello di risolvere le questioni ancora aperte».



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