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Violenza sulla figlia, madre assolta

Violenza sulla figlia, madre assolta

La donna, accusata di omesso controllo sul patrigno, non ha commesso il fatto

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RUBIERA. Assolta con formula piena per non aver commesso il fatto. Si è chiuso l’incubo per una madre del comprensorio ceramico, accusata di omesso controllo sul patrigno nell’ambito di un processo per abusi sessuali su minore, in questo caso la figlia all’epoca 13enne.

La ragazzina, tra l’estate del 2006 e quella del 2007, sarebbe stata oggetto di episodi scabrosi di masturbazioni, molestie nel letto e approcci hard da parte del compagno della madre. Il condizionale è d’obbligo, visto che il 56enne, che ha sempre negato con forza ogni addebito, ha impugnato la condanna di primo grado a quattro anni emessa nel 2015.

Il pm Maria Rita Pantani aveva chiesto la condanna a sei anni per la donna, ritenuta corresponsabile della violenza ai danni della figlia. Secondo la testimonianza della ragazzina, dopo la violenza si confidò con la mamma, senza che lei intervenisse in suo aiuto. Ma venerdì scorso il collegio giudicante, presieduto dal giudice Cristina Beretti (a latere Andrea Rat e Luca Ramponi), ha scagionato la madre che – difesa dall’avvocato Andrea Pellegrini – ha accolto la lettura della sentenza assolutoria con un pianto liberatorio. Senza dubbio hanno pesato i testimoni che sono sfilati in aula, in particolare la nonna, che aveva parlato di un rapporto conflittuale della nipote con la mamma.

«Sulla credibilità della ragazza, le prove testimoniali raccolte in aula hanno inciso profondamente – ha commentato il difensore Pellegrini –. Si è avuto modo di dimostrare l’infondatezza dell’ipotesi accusatoria. La mia assistita si è liberata di un peso che le ha cambiato la vita negli ultimi anni».

Una vicenda complessa e delicata, avviata dal punto di vista legale dalla denuncia sporta ai carabinieri nel 2011, quando la ragazza è uscita di casa andando ad abitare con il padre naturale. La ragazza, oggi maggiorenne, non si è costituita parte civile per problemi economici, ma ha sempre affermato di essere rimasta segnata dall’accaduto.

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