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«Chi è l’assessore accusato?»

«Chi è l’assessore accusato?»

La svolta culturale: Fantuzzi (Reggio città aperta) interroga il sindaco Vecchi 

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REGGIO EMILIA. La svolta culturale per Reggio Emilia illustrata dal sindaco Luca Vecchi venerdì mattina, a margine della presentazione del comitato scientifico della Fondazione Palazzo Magnani, ha suscitato più di un interrogativo. Così come ha lasciato sbigottiti non pochi interlocutori il suo riferimento agli «assessori che organizzavano le loro mostre e il Comune che ripianava i conti».

E c’è anche chi ha messo, una dietro l’altra, tre domande precise rivolte al sindaco. Partendo da premesse altrettanto circoscritte.

«Il sindaco di Reggio Emilia – scrive Francesco Fantuzzi (Reggio città aperta) – ha rivelato, dopo tre anni e mezzo di mandato, di avere un piano per la cultura. Ce ne sarebbe già abbastanza per restare sgomenti, data l'inerzia cui abbiamo assistito e la clamorosa figuraccia per il 500° anniversario dell'Orlando Furioso, ma l'affermazione successiva risulta addirittura ancor più sconcertante: “È finito il tempo di assessori che facevano le loro mostre e il Comune pagava”».

A seguire tre domande «che sorgono spontanee per il sindaco, che impiega 42 mesi a rendere edotti i propri cittadini del suo sedicente piano culturale». Primo quesito. «A chi si sta rivolgendo con le sue accuse?». Secondo: «Si ricorda di essere stato capogruppo del partito che ha espresso gli stessi assessori e il sindaco?». Terzo e ultimo: «È egli a conoscenza che esistono anche i Musei Civici a Reggio Emilia?».



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