Evasori segnalati dai Comuni Così si recuperano 732mila euro
di Ambra Prati
Il ministero dell’Interno accredita i rimborsi a 15 amministrazioni reggiane per avvisi inviati nel 2016 Il primato a Reggio con quasi 600mila euro, seguono Cadelbosco e Rubiera. A Sant’Ilario solo tre euro
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REGGIO EMILIA. Dai quasi 600mila euro del Comune di Reggio ai 3 euro racimolati da Sant’Ilario, all’interno di un quadro discontinuo e parecchio a macchia di leopardo. È la fotografia dell’incasso di alcuni Comuni reggiani per la lotta all’evasione fiscale: non quella riguardante le verifiche dei tributi comunali – che è un’altra partita – bensì quella che si limita alle segnalazioni qualificate. Venerdì scorso sono stati accreditati dal ministero dell’Interno ben 732mila euro totali alla nostra provincia nel corso dell’anno 2016.
Funziona così: quando gli addetti dei municipi si trovano di fronte a casi sospetti – ad esempio, una dichiarazione Isee bassissima di un cittadino che magari chiede sconti per i servizi ma gira su auto di lusso, un caso realmente accaduto – il Comune in questione può segnalare le incongruenze, e l’evasione fiscale per così dire “sospetta”, allo Stato. La segnalazione qualificata (cioè supportata da documentazione) viene inoltrata tramite il portale informatico Siatel 2.0, che lo inoltra in automatico all’Agenzia delle Entrate oppure alla Guardia di Finanza. Sono questi ultimi organi ad eseguire, nel concreto, gli accertamenti: se il caso risulta positivo e l’evasione viene accertata, lo Stato restituisce circa il 50% di quanto incamera all’ente locale, che ovviamente se lo vede versato l’anno seguente. Ora, sul sito del ministero, sono usciti i dati ufficiali dell’anno scorso – i sindaci non ne sono ancora a conoscenza – che riservano più di una sorpresa.
La buona notizia è anzitutto il primato del Comune di Reggio Emilia, che con i suoi quasi 600mila euro si pone in cima alla classifica non solo a livello nazionale – impresa non ardua, visto che in prima fila ci sono Emilia Romagna, Lombardia e in parte il Piemonte, mentre una metropoli come Roma incassa appena 33mila euro – ma anche a livello regionale. In tutta Italia Reggio è quarta dopo i primi tre posti di città capoluogo come Milano (1.748.065 euro), Genova (991.259 euro) e Torino (688.998 euro), ma prima città in Regione, dove quasi tutte le altre, Bologna compresa, sono rimaste al di sotto dei 200mila euro (fa eccezione Castel San Pietro, che con 497.462 euro ci sorpassa).
«Se dovessimo rapportare l’evaso recuperato diviso per il numero di abitanti delle tre città metropolitane, Reggio Emilia sarebbe al primo posto. Un risultato che fa onore, visto che il resto d’Italia non sta sfruttando questa opportunità – osserva Donato Vena, direttore del periodico Zona Civica –. Ribadiamo che è obbligo morale per i sindaci comunicare ai primi cittadini come verranno utilizzate queste somme, a loro sottratte da contribuenti infedeli, magari vicini di casa».
Ma è nel resto della classifica, riguardante 15 Comuni reggiani “rimborsati” su un totale di 42, che le sorprese non mancano. Se la medaglia d’oro spetta al capoluogo, quella d’argento va a Cadelbosco Sopra (49mila euro recuperati su una popolazione di circa diecimila abitanti) e quella di bronzo a Rubiera, con 21mila euro recuperati su 15mila abitanti.
«Non è la prima volta che otteniamo questo riconoscimento – spiega il sindaco cadelboschese Tania Tellini –. L’anno scorso avevamo incassato 48mila euro. Nel 2016 abbiamo inoltrato 21 segnalazioni, grazie a controlli incrociati in campo edilizio su privati e aziende». Tania Tellini però è preoccupata, perché «il calo di personale che ci attanaglia ha fatto sì che l’Ufficio Tributi sia stato decurtato: anziché due addetti, quest’anno ne abbiamo uno solo, perché c’è stato un pensionamento e si matura la capacità assunzionale solo l’anno successivo. Non so se riusciremo a garantire questi standard di lotta all’evasione». Tellini assicura che l’introito sarà riutilizzato a favore della comunità.
Il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro: «Abbiamo un nucleo di verifica intersettoriale che individua le situazioni che paiono incoerenti rispetto alla documentazione, presentata per i più svariati motivi. Quando ci troviamo di fronte a queste anomalie, inoltriamo la segnalazione, senza sapere come andrà a finire l’istruttoria eseguita dallo Stato. Nel 2016 abbiamo avuto una quindicina di segnalazioni, ma spesso il risultato non è strettamente connesso: ricordo che una volta abbiamo recuperato 100mila euro con una sola segnalazione». Per quanto riguarda la destinazione, Cavallaro, dopo una veloce consultazione con il suo staff, annuncia che «quest’anno per potenziare il trasporto pubblico tra il capoluogo e le frazioni di San Faustino e Fontana spenderemo più o meno quella cifra, perciò l’impiego è già pronto».
Le pecore nere della classifica sono Cavriago (386 euro), Scandiano (179 euro sono davvero pochi su un Comune tra i maggiori in provincia, in una zona, quelle delle ceramiche, tradizionalmente dal reddito medio piuttosto alto) e Sant’Ilario, all’ultimo posto della graduatoria con soli 3 euro su diecimila abitanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Funziona così: quando gli addetti dei municipi si trovano di fronte a casi sospetti – ad esempio, una dichiarazione Isee bassissima di un cittadino che magari chiede sconti per i servizi ma gira su auto di lusso, un caso realmente accaduto – il Comune in questione può segnalare le incongruenze, e l’evasione fiscale per così dire “sospetta”, allo Stato. La segnalazione qualificata (cioè supportata da documentazione) viene inoltrata tramite il portale informatico Siatel 2.0, che lo inoltra in automatico all’Agenzia delle Entrate oppure alla Guardia di Finanza. Sono questi ultimi organi ad eseguire, nel concreto, gli accertamenti: se il caso risulta positivo e l’evasione viene accertata, lo Stato restituisce circa il 50% di quanto incamera all’ente locale, che ovviamente se lo vede versato l’anno seguente. Ora, sul sito del ministero, sono usciti i dati ufficiali dell’anno scorso – i sindaci non ne sono ancora a conoscenza – che riservano più di una sorpresa.
La buona notizia è anzitutto il primato del Comune di Reggio Emilia, che con i suoi quasi 600mila euro si pone in cima alla classifica non solo a livello nazionale – impresa non ardua, visto che in prima fila ci sono Emilia Romagna, Lombardia e in parte il Piemonte, mentre una metropoli come Roma incassa appena 33mila euro – ma anche a livello regionale. In tutta Italia Reggio è quarta dopo i primi tre posti di città capoluogo come Milano (1.748.065 euro), Genova (991.259 euro) e Torino (688.998 euro), ma prima città in Regione, dove quasi tutte le altre, Bologna compresa, sono rimaste al di sotto dei 200mila euro (fa eccezione Castel San Pietro, che con 497.462 euro ci sorpassa).
«Se dovessimo rapportare l’evaso recuperato diviso per il numero di abitanti delle tre città metropolitane, Reggio Emilia sarebbe al primo posto. Un risultato che fa onore, visto che il resto d’Italia non sta sfruttando questa opportunità – osserva Donato Vena, direttore del periodico Zona Civica –. Ribadiamo che è obbligo morale per i sindaci comunicare ai primi cittadini come verranno utilizzate queste somme, a loro sottratte da contribuenti infedeli, magari vicini di casa».
Ma è nel resto della classifica, riguardante 15 Comuni reggiani “rimborsati” su un totale di 42, che le sorprese non mancano. Se la medaglia d’oro spetta al capoluogo, quella d’argento va a Cadelbosco Sopra (49mila euro recuperati su una popolazione di circa diecimila abitanti) e quella di bronzo a Rubiera, con 21mila euro recuperati su 15mila abitanti.
«Non è la prima volta che otteniamo questo riconoscimento – spiega il sindaco cadelboschese Tania Tellini –. L’anno scorso avevamo incassato 48mila euro. Nel 2016 abbiamo inoltrato 21 segnalazioni, grazie a controlli incrociati in campo edilizio su privati e aziende». Tania Tellini però è preoccupata, perché «il calo di personale che ci attanaglia ha fatto sì che l’Ufficio Tributi sia stato decurtato: anziché due addetti, quest’anno ne abbiamo uno solo, perché c’è stato un pensionamento e si matura la capacità assunzionale solo l’anno successivo. Non so se riusciremo a garantire questi standard di lotta all’evasione». Tellini assicura che l’introito sarà riutilizzato a favore della comunità.
Il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro: «Abbiamo un nucleo di verifica intersettoriale che individua le situazioni che paiono incoerenti rispetto alla documentazione, presentata per i più svariati motivi. Quando ci troviamo di fronte a queste anomalie, inoltriamo la segnalazione, senza sapere come andrà a finire l’istruttoria eseguita dallo Stato. Nel 2016 abbiamo avuto una quindicina di segnalazioni, ma spesso il risultato non è strettamente connesso: ricordo che una volta abbiamo recuperato 100mila euro con una sola segnalazione». Per quanto riguarda la destinazione, Cavallaro, dopo una veloce consultazione con il suo staff, annuncia che «quest’anno per potenziare il trasporto pubblico tra il capoluogo e le frazioni di San Faustino e Fontana spenderemo più o meno quella cifra, perciò l’impiego è già pronto».
Le pecore nere della classifica sono Cavriago (386 euro), Scandiano (179 euro sono davvero pochi su un Comune tra i maggiori in provincia, in una zona, quelle delle ceramiche, tradizionalmente dal reddito medio piuttosto alto) e Sant’Ilario, all’ultimo posto della graduatoria con soli 3 euro su diecimila abitanti.
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