Furti e vandalismi sulle auto alla Polveriera
Una decina i veicoli danneggiati e saccheggiati nella notte fra sabato e ieri, la rabbia dei proprietari
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REGGIO EMILIA. Sono tornati uno dopo l’altro alla loro auto, che avevano lasciato in sosta nel parcheggio della ex Polveriera, nel quartiere del Mirabello, e con grande sorpresa si sono trovati vetri infranti, portiere spalancate e serrature forzate. È la sgradita scoperta fatta ieri pomeriggio da una decina di automobilisti, ai quali non è rimasto altro che controllare cosa mancasse all’interno dei rispettivi abitacoli, raccogliere vetri sparsi sui sedili e verificare che fossero presenti tutti i documenti dei veicoli, sparsi ovunque dai ladri alla frenetica ricerca di qualcosa da rubare.
E, come se non bastasse quello che avevano già subìto e il giustificato scoramento per quanto si presentava davanti ai loro occhi, i derubati hanno dovuto fare i conti anche con l’indifferenza generale. «Non tanto dei cittadini che abitano lì vicino, accorsi numerosi per chiedere se avessimo bisogno di aiuto e a offrirci sostegno morale e materiale – racconta uno dei derubati, un reggiano di 28 anni – A dare fastidio, oltre ai furti e agli atti vandalici subìti dalle nostre auto, è stato il mancato sostegno delle forze dell’ordine. Abbiamo chiamato a più riprese il 113, uno dopo l’altro, per chiedere l’intervento della polizia ma sul posto, nonostante siamo rimasti là quattro ore, non è venuto nessuno».
I furti e gli atti vandalici sono stati compiuti molto probabilmente nella notte fra sabato e ieri: molti hanno trovato i finestrini rotti, altri le portiere spalancate, ma nessuno si è accorto di nulla: «Di fronte alle nostre ripetute sollecitazioni, dalle forze dell’ordine ci è stato risposto che erano già al corrente del problema, che sul posto non ci sono telecamere di videosorveglianza e che non avevano pattuglie da inviare sul posto, e che tanto non c’era più niente da fare. “Fate le foto e domani venite qui a fare denuncia”, ci hanno detto. Eppure, in alcune auto c’erano anche tracce di sangue, che evidentemente i ladri hanno perso dopo essersi tagliati con i vetri del finestrino rotto».
«Ci sono rimasto davvero male – conclude amareggiato uno dei derubati – Capisco che ormai i ladri non ci fossero più ma noi, in quel momento, avremmo avuto bisogno anche di una parola di conforto, di sentire vicine le forze dell’ordine, dalla nostra parte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
E, come se non bastasse quello che avevano già subìto e il giustificato scoramento per quanto si presentava davanti ai loro occhi, i derubati hanno dovuto fare i conti anche con l’indifferenza generale. «Non tanto dei cittadini che abitano lì vicino, accorsi numerosi per chiedere se avessimo bisogno di aiuto e a offrirci sostegno morale e materiale – racconta uno dei derubati, un reggiano di 28 anni – A dare fastidio, oltre ai furti e agli atti vandalici subìti dalle nostre auto, è stato il mancato sostegno delle forze dell’ordine. Abbiamo chiamato a più riprese il 113, uno dopo l’altro, per chiedere l’intervento della polizia ma sul posto, nonostante siamo rimasti là quattro ore, non è venuto nessuno».
I furti e gli atti vandalici sono stati compiuti molto probabilmente nella notte fra sabato e ieri: molti hanno trovato i finestrini rotti, altri le portiere spalancate, ma nessuno si è accorto di nulla: «Di fronte alle nostre ripetute sollecitazioni, dalle forze dell’ordine ci è stato risposto che erano già al corrente del problema, che sul posto non ci sono telecamere di videosorveglianza e che non avevano pattuglie da inviare sul posto, e che tanto non c’era più niente da fare. “Fate le foto e domani venite qui a fare denuncia”, ci hanno detto. Eppure, in alcune auto c’erano anche tracce di sangue, che evidentemente i ladri hanno perso dopo essersi tagliati con i vetri del finestrino rotto».
«Ci sono rimasto davvero male – conclude amareggiato uno dei derubati – Capisco che ormai i ladri non ci fossero più ma noi, in quel momento, avremmo avuto bisogno anche di una parola di conforto, di sentire vicine le forze dell’ordine, dalla nostra parte».
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