Gazzetta di Reggio

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Botte in officina per un camion da riparare

Botte in officina per un camion da riparare

Correggio: il serbatoio era pieno d’acqua. Il proprietario e il meccanico si incolpano a vicenda

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CORREGGIO. Per la riparazione di un camion sul finire di gennaio di tre anni fa era finita a botte, in un’officina correggese.

Ora un processo – in tribunale a Reggio – sta cercando di fare chiarezza, perché le versioni divergono, e non di poco. Alla sbarra c’è un cinquantenne, figlio del titolare dell’officina, che è accusato di lesioni dal proprietario del camion costituitosi parte civile. Come emerso ieri nella testimonianza dell’autotrasportatore nordafricano, il 29 gennaio 2014 si era ritrovato in difficoltà in autostrada mentre rientrava da Varese perché una “spia” segnalava un problema al mezzo. Aveva allertato l’assistenza (che fa capo all’assicurazione del camion) e una volta giunto nel magazzino per cui lavora come corriere, era giunto il meccanico dell’officina autorizzata dalla casa madre di quel veicolo pesante. Dopo un primo controllo – disposto dall’assistenza – il camion veniva poi trasferito a Correggio e nel pomeriggio del 30 gennaio il corriere conoscerà il responso: c’è acqua nella metà del serbatoio, quindi un danno troppo grosso e non coperto dalla garanzia assicurativa. Fin qui tutto combacia, ma è su quello che poi accadrà in officina che il caso rimane incerto. «Per me era impossibile che vi fosse dell’acqua – ha detto ieri in aula il corriere – faccio il camionista da una vita e non ho mai avuto problemi. È iniziato un litigio e sono stato colpito diverse volte con un bastone, ma anche con un pugno in faccia. Tutto davanti a mio nipote. Ho chiamato i carabinieri. Per problemi al collo e all’orecchio sono poi andato in ospedale». Una ricostruzione che l’imputato – difeso dall’avvocato Simona Magnani – da sempre nega, ribaltando la cosa: il camionista che lo picchia con uno strumento di lavoro e per l’aggressione deve farsi medicare al pronto soccorso. Nella prossima udienza verranno sentiti sia l’imputato che il nipote del corriere.(t.s.)



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