Gazzetta di Reggio

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«Facevamo cultura anche senza Vecchi»

di Luciano Salsi
«Facevamo cultura anche senza Vecchi»

Ex assessori sulla “governance del tutto nuova” annunciata dal sindaco: «I comitati scientifici ci sono sempre stati» 

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REGGIO EMILIA. È soltanto con la recentissima nomina del comitato scientifico della fondazione Palazzo Magnani che il Comune dispone delle “competenze ad altissimo livello” necessarie, secondo il sindaco Luca Vecchi, per “fare davvero cultura”? Lo nega con decisione chi, nel passato più o meno recente, ha avuto responsabilità amministrative in questa materia. In maniera altrettanto risoluta viene contestata l'accusa del sindaco secondo cui il Comune sarebbe stato costretto a ripianare i conti delle mostre organizzate dagli assessori.

Iris Giglioli, presidente della Fondazione Palazzo Magnani dal 2010 al 2016, stronca le battute pronunciate da Vecchi lo scorso venerdì durante la presentazione del nuovo progetto espositivo dell'ente che proprio dal 2010 continua la prestigiosa attività espositiva svolta in precedenza direttamente dalla Provincia tramite il direttore Sandro Parmiggiani: «Credo – dice Iris Giglioli – che si dovrebbero superare il pressapochismo e la superficialità con cui vengono fatte certe affermazioni. La Fondazione Palazzo Magnani aveva già un comitato scientifico di altissimo livello, composto da Piergiorgio Odifreddi, logico e matematico, Stefano Casciu, soprintendente per i Beni artistici di Modena e Reggio Emilia, Pier Giovanni Castagnoli, ex direttore delle Gam di Bologna e Torino, Giorgio Van Straten, scrittore, ed Elena Zanichelli, ricercatrice della Humboldt University di Berlino, oltre che da Walter Guadagnini, storico della fotografia, l'unico rimasto nel nuovo comitato. I componenti li avevamo scelti con il criterio di rappresentare aspetti diversi della cultura, non soltanto le arti figurative. È sotto gli occhi di tutti l'altissima qualità delle mostre che abbiamo progettato autonomamente, senza importarle da altri enti. In sei anni ho ripetutamente chiesto al Comune di Reggio, sia con Delrio sia con Vecchi, di entrare nella Fondazione, che aveva come soci la Provincia, Iren, Cna e altri privati. Ho sempre ricevuto risposte negative. Il Comune, subentrato poi in seguito alla perdita delle funzioni culturali da parte della Provincia, si trova ora una Fondazione pronta e strutturata. Non voglio sminuire il suo impegno, ma il suo ingresso arriva tardi». Vecchi, peraltro, vanta l'attuale comitato scientifico della Fondazione confrontandolo con le consulenze di cui il Comune si avvaleva in passato. «La nostra attività – obietta Alessandro Roccatagliati, assessore comunale alla cultura dal 1995 al 1999 – s'avvaleva di un comitato scientifico composto da intellettuali della levatura del critico d'arte Renato Barilli e dello scrittore Nanni Balestrini». «Mi rapportavo – aggiunge Sandra Piccinini, assessore dal 1999 al 2003 – con i dirigenti delle istituzioni culturali e con gli intellettuali che portavano la loro grande competenza nel consiglio dei Teatri e negli altri organismi consultivi». In quanto al ripianamento dei conti Sandra Piccinini è drastica: «Ai miei tempi – dice – esisteva già la legge che vietava di superare le spese preventivate. Sorgevano talora polemiche per il costo di mostre e spettacoli teatrali, ma io lavoravo in sintonia con il sindaco, rapportandomi al bilancio del Comune nell'ambito di un assessorato che comprendeva sia la cultura, sia la scuola». «Per noi – conferma Maurizio Festanti, direttore della biblioteca Panizzi dal 1973 al 2010 – era impossibile autorizzare spese al di fuori del bilancio». Dettagliata la testimonianza di Roccatagliati: «Avevo budget predeterminati. La maggior parte della spesa era riservata alle istituzioni culturali. Poco più di 200 milioni di lire a Restate. Una cifra analoga era in capo all'assessorato e veniva divisa fra diverse voci, tra cui le mostre di arte contemporanea, come quella dedicata a Gina Pane, che si aggiunse alle esposizioni dedicate a Adeodato Malatesta e ad Antonio Fontanesi, realizzate con il budget dei Musei Civici».



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