«Mai accettato le proposte di Torello»
Saccardi (Pd) racconta di avere denunciato le richieste dell’imprenditore poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa
REGGIO EMILIA. Alla ripresa autunnale del consiglio comunale il gruppo di Forza Italia si ritrova con un consigliere in meno. Roberta Rigon ex coordinatore provinciale del Pdl, che da ieri ha sostituito il dimissionario Giuseppe Pagliani, ha comunicato di costituire il Gruppo Misto. Ma ieri a tenere banco è stato ancora una volta Giuseppe Pagliani con il suo acerrimo avversario prima in Provincia e poi in sala Tricolore, il consigliere Pd Pierluigi Saccardi (lo stesso che si alzava e usciva dall’aula ogni volta che Pagliani prendeva la parola), che ha formalizzato nel tardo pomeriggio la richiesta di un incontro con il prefetto Maria Forte sulla vicenda che ha coinvolto Pagliani.
Saccardi ha poi rivelato di essere stato contattato in due occasioni nel maggio 2014 e nel novembre 2016 dall’imprenditore torinese GuidoTorello (che pochi mesi fa è poi stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ed è considerato legato al clan ’ndranghetista Famia) e di avere immediatamente denunciato l’accaduto al questore Roberto Savi e al prefetto Antonella De Miro.
Saccardi ieri, dopo aver rivendicato con orgoglio di essere stato il primo firmatario di un ordine del giorno nell’aprile 2016 nel quale si chiedeva a Pagliani di “rassegnare le dimissioni, anche come gesto teso a chiarire la propria posizione”, ha poi sostenuto che «a differenza di altri, a fronte di due richieste di colloquio che mi sono state rivolte in qualità di vice presidente della Provincia e poi di consigliere da parte di un esponente del centrodestra che aveva un ruolo istituzione e a cui era presente Torello, ho denunciato l’accaduto. Quel Torello che in un’intercettazione aveva detto “a Tizian bisogna sparargli in bocca”. In questi tre anni ho fatto denunce precise, dopo essere stato avvicinato da Guido Torello che mi chiedeva contatti con le Istituzioni per presunti affari. Ho rifiutato qualsiasi tipo di offerta e ho denunciato per iscritto l’accaduto al prefetto e al questore.
Roberta Rigon intanto fa la sua ricomparsa in Sala Tricolore dopo una brevissima apparizione a inizio legislatura e anche allora in sostituzione di Giuseppe Pagliani, poi rientrato in sala Tricolore dopo l’assoluzione in primo grado nel processo Aemelia, nel frattempo ha abbandonato Forza Italia. «Ho lasciato la Forza Italia del Patto del Nazareno – ha spiegato – che per strada ha perso tanti uomini e che ha cambiato dirigenti provinciali e regionali». Sottolineando poi di «non essere mai stata contattata dai vertici provinciali del partito né di aver ricercato contatti con i nuovi dirigenti», Rigon ha ribadito di «continuare a restare nel centrodestra riconoscendomi nelle posizioni del senatore Malan».
La scelta di Roberta Rigon ha preso in contropiede anche il neo capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi che, ha commentato con queste parole: «Prendiamo atto della sua scelta, ricordandole però che è stata eletta nella lista di Forza Italia».
La giornata di ieri è stata anche quella del battesimo di tre nuovi capigruppo. A Roberta Rigon e a Claudio Bassi, si è aggiunta anche la nomina di Alessandra Guatteri alla guida del gruppo consiliare del M5S. Se da un lato si tratta di una rotazione all’interno del gruppo, dall’altro questa scelta viene vista come una sorta di investitura a candidato sindaco dei pentastellati reggiani per le prossime elezioni amministrative.
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