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«Servono interventi per rendere sicura la strada della morte»

Scandiano: un gruppo di cittadini sollecita il Comune «Sì ai velox, ma non ravvicinati. Un tratto a senso unico»

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SCANDIANO. Un gruppo di cittadini chiede interventi agli amministratori pubblici per rendere più sicura una strada che collega Scandiano alla città, lungo la quale il 10 aprile 2016 ha perso la vita una ragazza di 21 anni. Si tratta di una strada secondaria, ma comunque molto trafficata.

«Parliamo di via Molinazza, la strada della morte che lo scorso anno ha mietuto un'altra giovane vittima, Lucrezia Lombardi», afferma un gruppo di residenti che, assieme a Elisa Lombardi (sorella di Lucrezia), ha deciso di «attivarsi e provare a smuovere una situazione amministrativa che ancora non ha prodotto le necessarie contromisure per rendere meno pericolosa la via».

La settimana scorsa il gruppo ha avuto un incontro con l'assessore alla mobilità del Comune di Scandiano, Marco Ferri, «non solo per stabilire un contatto istituzionale fra istanze di sicurezza espresse da comuni cittadini e l'ente pubblico, ma anche per andare alla ricerca di risposte. Come mettere in sicurezza, il più possibile, via Molinazza? Uno degli strumenti di intervento, già ventilati dall'amministrazione scandianese, è l'installazione di un velox fisso, nella convinzione che il problema principale sia costituito dall'eccessiva velocità tenuta da troppi automobilisti. Il prefetto, però, secondo il Comune, non avrebbe ancora risposto alla richiesta di installazione. E già qui c'è qualcosa che non torna del tutto: Ferri – proseguono i cittadini – ha affermato che la richiesta dell'amministrazione è partita in primavera, ma a noi risulta, da altra comunicazione, che la cosa dovesse risalire almeno al mese di gennaio. Perché questa incongruenza? E comunque, sono stati effettuati dei solleciti? Vorremmo capirlo con chiarezza».

Il gruppo di cittadini rileva poi un altro aspetto: «Il velox sarebbe collocato dove ora c'è un prevelox, ovvero nelle immediate vicinanze del punto denominato Madonna della Neve, in cui il Comune parla della creazione di una rotatoria, per rallentare la velocità dei mezzi. Soluzione che ci pare di dubbia logica: che senso avrebbe creare due dissuasori di velocità così ravvicinati lasciando “scoperto” il lungo tratto rimanente? A nostro avviso, un'idea meritevole di considerazione sarebbe quella di impedire l'accesso a una porzione di strada, ripensandone la viabilità in modo da orientare la circolazione dei mezzi sulla bretella di Arceto e sulla collegata strada per Sabbione. Nel contesto di un progetto di questo tipo, potrebbe essere presa in esame anche l'idea, alternativa, di un tratto a senso unico, utile a evitare tutte le situazioni di rischio correlate alle auto e ai furgoni che, specie ad alta velocità, si incrociano su una carreggiata stretta e, in prossimità di certe curve, con scarsa visibilità».

«Positivo è stato perlomeno sapere che il Comune provvederà alla risistemazione del manto stradale, le cui sconnessioni rappresentano un ulteriore problema di sicurezza. Rimane poi il problema, non da poco (è stato la causa della morte di Lucrezia Lombardi), dei tanti alberi che si trovano troppo vicini alla carreggiata: perché – chiedono i cittadini – non frapporre una protezione (come prescrive la legge) ponendo ad esempio dei guard- rail? Su questo avremmo preferito qualcosa di diverso dal silenzio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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