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Emil Banca, al via le assemblee

Emil Banca, al via le assemblee

Il 22 ottobre si vota per l’aggregazione con Bcc di Vergato e Banca di Parma

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REGGIO EMILIA . Dopo la fusione dello scorso febbraio con il Banco Cooperativo Emiliano che ha dato vita ad una delle più grandi Bcc d’Italia, Emil Banca annuncia ufficialmente l’aggregazione di altre due realtà: Bcc di Vergato e Banca di Parma. Le assemblee degli Istituti coinvolti nella fusione per incorporazione si terranno il 22 ottobre e se i soci daranno il via libera avrà decorrenza dall’1 dicembre. Dopo questa operazione Emil Banca potrà contare su 47.300 soci e circa 155 mila clienti di cui 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonterà a 341 milioni, di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale mentre i mezzi amministrati raggiungeranno circa i 7,37 miliardi (2,6 miliardi di impieghi e 4,8 miliardi di raccolta). Le filiali della banca saranno 89 e i dipendenti 734. Il territorio di competenza vedrà un consolidamento della presenza su Parma e un allargamento nell’alta valle del Reno. «Quest’operazione è un altro importante passo anche verso la razionalizzazione del Credito Cooperativo in vista della creazione del gruppo targato Iccrea a cui tutte e tre le Bcc coinvolte nella fusione avevano già dato adesione», dichiara il presidente di Emil Banca, Giulio Magagni.

«Negli ultimi mesi la nostra Banca si è interrogata molto sul tema della propria continuità – afferma il presidente della Bcc di Vergato, Viviano Fiori – La scelta di unirci ad Emil Banca è stata la strada più logica per mantenere inalterato il nostro modo differente di fare banca».

«Considero molto importante per Banca di Parma la conclusione positiva del percorso che ha portato all'aggregazione in Emil Banca – commenta il presidente di Banca Parma, Alfredo Alessandrini – La struttura patrimoniale e economica e la dimensione della banca che nasce da questa aggregazione garantiscono prosecuzione e sviluppo dell'idea progettuale che ha originato Banca di Parma». Per il direttore generale Emil Banca, Daniele Ravaglia, «con questa ultima operazione riusciremo a migliorare il presidio nell’Appennino Bolognese, territorio che ci vede protagonisti da oltre 110 anni e nella città di Parma, continuando a migliorare la nostra efficienza e adeguatezza patrimoniale».



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