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Forza Italia, tutti contro Roberta Rigon

Forza Italia, tutti contro Roberta Rigon

Caccavo chiede le sue dimissioni. Il coordinatore Palmizio: «Ha usato il nostro movimento»

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REGGIO EMILIA . «Io la giacca non la cambio né l’ho mai cambiata». Non si placano le polemiche per la decisione presa da Roberta Rigon di entrare in consiglio aderendo al gruppo misto. Entrata in sala del Tricolore al posto del dimissionario, Giuseppe Pagliani, Rigon ha deciso di abbandonare Forza Italia, partito nel quale sostiene di non riconoscersi. Una decisione che ha scatenato un mare di polemiche fra i forzisti. A cominciare dal consigliere, Nicolas Caccavo, che ora chiede apertamente le dimissioni di Rigon: «Se non si riconosce in questa Forza Italia sarebbe opportuno che si dimettesse e lasciasse il posto ad un consigliere che rappresenti Forza Italia: il seggio ricoperto dalla Rigon spetta a Forza Italia secondo la legge elettorale».

Nella polemica, ieri è intervenuto anche il coordinatore regionale, Elio Massimo Palmizio, che augurando «buon lavoro» alla neo consigliera, non ha risparmiato frecciate. Mettendo nel mirino quello che viene definito «un cambio di casacca»: «Di persone che hanno utilizzato il nostro movimento per avere un posto senza essersi mai occupate oggettivamente del territorio ne abbiamo viste anche troppe». Accuse che Rigon ha subito rispedito al mittente: «Sarebbe troppo facile risponderle che lei è stato eletto senatore con il Pdl, poi è passato a Coesione nazionale del cui gruppo è stato tesoriere, tornando a casa solo per cercarsi un seggio appena prima delle Politiche. Del resto, nulla doveva ad un territorio che le ha regalato per ben tre volte un seggio in Parlamento grazie all’ordine di lista bloccato. Di lezioni posso sicuramente accettarne, e da molti, ma non da lei e non in merito all’attività svolta sul territorio». A questo proposito, Rigon sottolinea: «Fino alla sua nomina a coordinatore-commissario regionale lei a Reggio non si è mai visto. A dire il vero anche nel resto della regione, si è visto ben poco». Rigon ricorda di essere «entrata in un partito politico perché rispecchiava determinate posizioni». In conclusione, «a quanti si chiedono se resterò all'opposizione o finirò per sostenere questa giunta, voglio rispondere in maniera inequivocabile che la mia posizione è, e resterà, sempre di opposizione a questa sinistra neocomunista».

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