Landi Renzo, 79 esuberi a Reggio Emilia
Indetto questa mattina uno sciopero di quattro ore con corteo. I sindacati: «Le nostre preoccupazioni erano fondate»
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REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia 79 esuberi, che si aggiungono ai 69 di Vicenza e ad ulteriori 56 in altri stabilimenti sparsi per il resto del mondo, su un totale di circa 800 dipendenti. Il nuovo piano strategico 2018-2022 della Landi Renzo, che prevede il ritorno all’utile per 7 milioni di euro il prossimo anno, non risparmia i lavoratori reggiani, che ora annunciano per questa mattina uno sciopero e un corteo di protesta.
È questo infatti l’esito dell’incontro che si è svolto ieri nella sede di Unindustria di Reggio Emilia: un incontro richiesto dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali con la dirigenza del Gruppo Landi Renzo, dopo la presentazione del piano industriale quinquennale 2018-2022 del Gruppo. «Quella che era soltanto una preoccupazione – fanno sapere le Rsu Fiom Landi e Aeb e i sindacati metalmeccanici Fiom e Uilm – si è concretizzata nell’incontro: l’azienda ha dichiarato un esubero di 79 dipendenti per i siti produttivi di Reggio Emilia. Gli esuberi sono stati individuati dal Gruppo all’interno della Landi Renzo e di Aeb», a seguito della fusione per incorporazione di Aeb nella Landi Renzo.
Numeri di fronte alla quale è scattata la decisione di proclamare lo sciopero per la giornata di oggi: «Giudichiamo l’incontro totalmente insoddisfacente», fanno sapere le Rsu e i sindacati. Lo sciopero con corteo, della durata di quattro ore, partirà da via Dell’Industria questa mattina alle 8. Davanti alla sede di via Nobel, si svolgerà un’assemblea. Per i turnisti della mattina lo sciopero si svolgerà le ultime 4 ore del turno. Durante l'assemblea e il confronto con le lavoratrici e i lavoratori verranno decide ulteriori iniziative di lotta a sostegno della riapertura delle trattative. Il piano di razionalizzazione annunciato nei giorni scorsi dalla Landi Renzo si fonda su una rifocalizzazione del business sulle attività core, in particolare nell’ambito automotive. Ma soprattutto sul cambio manageriale che vede Cristiano Musi alle grandi manovre dopo il passo indietro del patron Stefano Landi, che resta presidente. Una rivoluzione che aveva già portato allo stato di agitazione della Lovato Gas di Vicenza, azienda del gruppo alla quale il 13 settembre scorso l’ad Cristiano Musi ha fatto sapere tramite un comunicato stampa che lo stabilimento – nonostante il bilancio in attivo – sarà chiuso per delocalizzare la produzione in parte a Reggio e parte verso Polonia, India e Iran. I lavoratori hanno occupato lo stabilimento. E oggi a loro volta continueranno la mobilitazione con un corteo che si svolgerà dalle 9 alle 12, per protestare contro la chiusura della storica azienda da parte del gruppo.
È questo infatti l’esito dell’incontro che si è svolto ieri nella sede di Unindustria di Reggio Emilia: un incontro richiesto dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali con la dirigenza del Gruppo Landi Renzo, dopo la presentazione del piano industriale quinquennale 2018-2022 del Gruppo. «Quella che era soltanto una preoccupazione – fanno sapere le Rsu Fiom Landi e Aeb e i sindacati metalmeccanici Fiom e Uilm – si è concretizzata nell’incontro: l’azienda ha dichiarato un esubero di 79 dipendenti per i siti produttivi di Reggio Emilia. Gli esuberi sono stati individuati dal Gruppo all’interno della Landi Renzo e di Aeb», a seguito della fusione per incorporazione di Aeb nella Landi Renzo.
Numeri di fronte alla quale è scattata la decisione di proclamare lo sciopero per la giornata di oggi: «Giudichiamo l’incontro totalmente insoddisfacente», fanno sapere le Rsu e i sindacati. Lo sciopero con corteo, della durata di quattro ore, partirà da via Dell’Industria questa mattina alle 8. Davanti alla sede di via Nobel, si svolgerà un’assemblea. Per i turnisti della mattina lo sciopero si svolgerà le ultime 4 ore del turno. Durante l'assemblea e il confronto con le lavoratrici e i lavoratori verranno decide ulteriori iniziative di lotta a sostegno della riapertura delle trattative. Il piano di razionalizzazione annunciato nei giorni scorsi dalla Landi Renzo si fonda su una rifocalizzazione del business sulle attività core, in particolare nell’ambito automotive. Ma soprattutto sul cambio manageriale che vede Cristiano Musi alle grandi manovre dopo il passo indietro del patron Stefano Landi, che resta presidente. Una rivoluzione che aveva già portato allo stato di agitazione della Lovato Gas di Vicenza, azienda del gruppo alla quale il 13 settembre scorso l’ad Cristiano Musi ha fatto sapere tramite un comunicato stampa che lo stabilimento – nonostante il bilancio in attivo – sarà chiuso per delocalizzare la produzione in parte a Reggio e parte verso Polonia, India e Iran. I lavoratori hanno occupato lo stabilimento. E oggi a loro volta continueranno la mobilitazione con un corteo che si svolgerà dalle 9 alle 12, per protestare contro la chiusura della storica azienda da parte del gruppo.
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