Gazzetta di Reggio

Reggio

Spari al night, arrestato Rocco Ambrisi

di Stefano Totaro

Il 43enne accusato di porto abusivo d’armi e minacce: cacciato dal locale modenese, scaricò il caricatore contro l’ingresso

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CASTELLARANOÈ costato caro quel botto d’orgoglio, quel volere a tutti i costi far valere la legge del “non sapete chi sono io” che lo ha portato, per vendetta e per rabbia perché cacciato dal locale, a sparare una decina di colpi di pistola contro l’ingresso di un night di Modena. . Per lui, Rocco Ambrisi, il 43enne pluripregiudicato di Castellarano, ora sono scattate le manette. Dopo due mesi dalla sparatoria che lo aveva visto unico protagonista nella notte tra il 13 e il 14 luglio scorso, Ambrisi è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Modena: il pubblico ministero Paquale Mazzei ne aveva chiesto la misura cautelare in carcere e il Gip ha emesso l’ordinanza specifica.

Gli agenti hanno notato il 43enne che si aggirava a Modena, in auto, per altro in una zona non lontana dalla questura e si sono così risparmiati una trasferta a Castellarano, dove abita: lo hanno quindi bloccato e poi tradotto in carcere a Sant’Anna.

Dovrà rispondere di detenzione abusiva d’arma da fuoco con l’aggravante della presenza di più persone, danneggiamenti e minacce. Ambrisi è l’esponente di spicco del sodalizio criminale salito alle cronache come 'Untouchables”, la banda che per anni a suon di estorsioni e usura ha dettato legge nel distretto ceramico, tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano, da lui capitanata assieme ad Adamo Bonini.

Ambrisi era finito ai domiciliari ma i termini della misura erano scaduti e non aveva quindi alcuna restrizione. Ora sì, a due mesi dalla sparatoria: sulle prime la polizia lo aveva denunciato per minacce aggravate. Non c’era la fragranza di reato e la pistola non è ancora stata trovata.

Ma l’autorità giudiziaria ha messo insieme tutte le prove, i filmati ricavati all’esterno del night, l’ammissione stessa di Ambrisi – che ha raccontato di avere sparato e di averlo fatto per vendicarsi del trattamento ricevuto nel locale – e alla fine è arrivata a richiedere l’arresto anche in virtù della pericolosità sociale del 43enne oltre che per la possibilità che possa reiterare il reato ed inquinare le prove. La notte tra il 13 e il 14 luglio Ambrisi era con un suo amico all’interno del Big Bijou, il locale notturno per soli soci che si trova in via Lucca, laterale di via Ghiaroni a Modena. I due alzano un po’ troppo il gomito e l’amico di Ambrisi si sente male, inizia a vomitare ovunque in sala. Agli inviti ad allontanarsi, a recarsi in bagno e ad avere un comportamento consono era nata una lite, i due erano stati mandati fuori e ne era nata una lite con un buttafuori. Passata una mezz’ora dall’allontanamento, come hanno anche documentato le telecamere del locale e quella della pizzeria attigua, Ambrisi era ritornato davanti al Big Bijou e aveva sparato una decina di colpi contro l’ingresso. Colpi contro la porta ma anche colpi che si sono conficcati lungo le scale, sino alla fine della prima rampa.

Fortunatamente nessuno in quel frangente si trovava nei paraggi. Ambrisi poi si era allontanato. La polizia lo prelevò a casa di un amico. Per il night il questore intimò uno stop di 15 giorni. In questi due mesi Ambrisi è stato denunciato anche per ricettazione di moto rubate nel reggiano.

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