Fusione tra CoRess e Il Piccolo Principe
Nasce a Reggio la nuova coop sociale con 302 occupati e un fatturato previsto di 7,8 milioni
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REGGIO EMILIA. Nasce a Reggio – dalla fusione tra le cooperative sociali CoRess e Il Piccolo Principe – quella che si configura come una delle più importanti realtà italiane impegnate a fianco delle persone segnate da forme di disabilità. Le due storiche cooperative aderenti a Confcooperative e al Consorzio Oscar Romero (CoRess festeggia quest'anno i 35 anni di attività, mentre Il Piccolo Principe è nata nel 2004), con la fusione mettono in campo 302 occupati (di cui 116 soci lavoratori, cui si affiancano 32 soci volontari, un fatturato che a fine anno si attesterà a 7,8 milioni e, soprattutto, 9 strutture di sostegno (residenziali e semiresidenziali) e decine di servizi rivolti a famiglie e persone che vivono situazioni di sofferenza e disagio psicofisico.
«La fusione – sottolinea Emma Davoli, presidente della nuova cooperativa CoRess-Piccolo Principe – rafforza il valore e il senso della presenza di due soggetti che, con modalità operative diverse che vanno ora ad integrarsi, hanno sempre avuto una forte assonanza per tipologia di servizi offerti, persone cui sono rivolti. Il risultato è una struttura consolidata e forte, ben organizzata e impostata per prassi e dimensioni, ma al tempo stesso agile e fortemente orientata ad un’innovazione e ad un lavoro di rete che appare indispensabile per rispondere ai crescenti bisogni del welfare locale».
Nata per sostenere l'integrazione sociale dei cittadini con disabilità, Il Piccolo Principe (45 dipendenti e 15 soci) ha sviluppato in questi anni decine di progetti che hanno coinvolto centinaia di giovani e adulti in tutto il territorio. «In 32 comuni – spiega Barbara Chierici, già presidente della cooperativa ed oggi vicepresidente di CoRess-Il Piccolo Principe – abbiamo lavorato e stiamo lavorando in stretta relazioni con le amministrazioni locali e le istituzioni sanitarie per generare un benessere individuale e comunitario che passa da quattro aree di intervento a fianco di minori e adulti disabili a rischio di isolamento sociale».
Una presenza nel territorio e un legame con le comunità locali che in 35 anni la cooperativa sociale CoRess ha sviluppato anche con una fitta rete di strutture, tra le quali spiccano nove centri socio-riabilitativi per disabili (due residenziali, di cui uno nella Polveriera di Reggio Emilia, e 7 semiresidenziali), una struttura per disabili psico-fisici adulti (inseriti in gruppi appartamento) e una residenza per anziani.
«La fusione – sottolinea Emma Davoli, presidente della nuova cooperativa CoRess-Piccolo Principe – rafforza il valore e il senso della presenza di due soggetti che, con modalità operative diverse che vanno ora ad integrarsi, hanno sempre avuto una forte assonanza per tipologia di servizi offerti, persone cui sono rivolti. Il risultato è una struttura consolidata e forte, ben organizzata e impostata per prassi e dimensioni, ma al tempo stesso agile e fortemente orientata ad un’innovazione e ad un lavoro di rete che appare indispensabile per rispondere ai crescenti bisogni del welfare locale».
Nata per sostenere l'integrazione sociale dei cittadini con disabilità, Il Piccolo Principe (45 dipendenti e 15 soci) ha sviluppato in questi anni decine di progetti che hanno coinvolto centinaia di giovani e adulti in tutto il territorio. «In 32 comuni – spiega Barbara Chierici, già presidente della cooperativa ed oggi vicepresidente di CoRess-Il Piccolo Principe – abbiamo lavorato e stiamo lavorando in stretta relazioni con le amministrazioni locali e le istituzioni sanitarie per generare un benessere individuale e comunitario che passa da quattro aree di intervento a fianco di minori e adulti disabili a rischio di isolamento sociale».
Una presenza nel territorio e un legame con le comunità locali che in 35 anni la cooperativa sociale CoRess ha sviluppato anche con una fitta rete di strutture, tra le quali spiccano nove centri socio-riabilitativi per disabili (due residenziali, di cui uno nella Polveriera di Reggio Emilia, e 7 semiresidenziali), una struttura per disabili psico-fisici adulti (inseriti in gruppi appartamento) e una residenza per anziani.
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