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Polizia penitenziaria sotto stress, i sindacati: «Non c’è nulla da festeggiare»

Polizia penitenziaria sotto stress, i sindacati: «Non c’è nulla da festeggiare»

Prosegue la protesta del coordinamento unitario che chiede nuove assunzioni e più sicurezza

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REGGIO EMILIA. Silenziosa ma concreta la protesta del personale che presta servizio nella struttura penitenziaria reggiana.

Il coordinamento sindacale unitario dell’Emilia-Romagna ha infatti diffuso un documento per dire innanzitutto che, sebbene ricorrano 200 anni dalla fondazione del sistema carcerario, «non c’è nulla da festeggiare» e inoltre che «non ci si può ricordare della Polizia Penitenziaria solo una volta all’anno».

Le ragioni del malcontento, segnalate ieri mattina anche davanti a Montecitorio, sono contenute in un documento nel quale vengono chiesti alcuni solleciti interventi.

Innanzi tutto per avere più sicurezza attraverso adeguati strumenti capaci di garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari sempre più spesso aggrediti e coinvolti in colluttazioni con ferimenti fra le sbarre.

Inoltre – sempre secondo i sindacati – serve un adeguato piano di nuove assunzioni (sono richieste 8.000 nuove unità) insieme al rinnovo del contratto di lavoro che è scaduto ormai da dieci anni. Fari puntati anche sulla rimodulazione del provvedimento di riordino delle carriere.

Non manca infine la richiesta del ripristino di corrette relazioni sindacali sia in sede centrale che in quelle periferiche. (l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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