«Le ferrovie punto debole del sistema»
di Miriam Figliuolo
Intervista a Vernaci, direttore dell’Agenzia della Mobilità: «Da anni aspettiamo i miglioramenti promessi dalla Regione»
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REGGIO EMILIA. Sull’ennesima giornata nera dei trasporti locali Michele Vernaci, direttore dell’Agenzia della Mobilità ed ex dirigente Act, rasenta lo sconforto: «È un tema delicato. Ma è una situazione che mette in difficoltà tutto il sistema integrato dei trasporti. Farò, come sempre, le dovute segnalazioni e spero che in Regione dalle parole si passi ai fatti. Una cosa è evidente: il treno è in affanno. E questo mette in difficoltà anche il sistema dei trasporti su gomma, che supplisce le carenze del trasporto ferroviario. Ma non possiamo continuare così, bisogna che ognuno faccia la sua parte. Aspettiamo sempre che il miglioramento arrivi, ma poi ogni anno ci troviamo a dire le stesse cose...».
La situazione è parecchio fosca...
«Bisogna considerare che a essere un punto di riferimento per la nostra mobilità è una ferrovia, quella reggiana, nata alla fine dell’800. Il trasporto ferroviario però è un punto di riferimento del sistema integrato dei trasporti, da quando cioé, nel 2010, siamo stati chiamati a razionalizzare i chilometri automobilistici. Il trasporto su rotaia ha ancora un grosso vantaggio: vengono trasportate 400/500 persone per convoglio, l’equivalente di 10/15 autobus. È stato un processo lungo che ha richiesto interventi di adeguamento e risorse. Abbiamo chiesto per questo l’intervento della Regione. Alla fine abbiamo dato vita, anche a Reggio Emilia, al sistema “integrato” dei trasporti. Nel Nord Europa si fa ormai da decenni...».
Qui pare che non funzioni.
«C’è una palese debolezza a causa delle ferrovie. È vero che il sistema ferroviario subisce la rigidità strutturale di una rete che è fissa per sua natura. E capisco debba esserlo in un certo senso anche l’organizzazione. Era così anche ai tempi di Act, ma allora le cose funzionavano bene: purtroppo però non c’erano le capacità di investimento adeguate. È una cosa fastidiosa dovere essere costretti a dire che si stava meglio quando si stava peggio. Se si vuole che il “sistema integrato” funzioni le cose devono cambiare, altrimenti cambiamo il modello di riferimento».
Che ruolo ha e può avere l’Agenzia della Mobilità?
«Di coordinamento, ma sulla parte relativa alla gomma. Per le ferrovie Fer e Tper operano in completa autonomia. Noi non possiamo che segnalare le criticità sollecitando la Regione e l’assessorato competente, come è avvenuto la settimana scorsa con la linea ferroviaria Reggio-Ciano. Il vero problema è avere la tranquillità che i servizi funzioni, cosa che non è. Come appunto venerdì, quando la prima corsa è saltata e abbiamo cercato di sopperire con i bus. Uno sforzo operativo notevole. Persino i sindaci della Val d’Enza hanno inviato una loro lettera congiunta».
E se non riuscite voi, cosa consiglia di fare agli utenti che subiscono i disagi?
«L’utente è bene che comunichi sempre ai gestori i disservizi, non appena accadono e con puntualità comunicando i dati precisi, numero di treno e orario. Il servizio telefonico ChiamaTreno? L’ho provato io stesso e funziona. Per problemi di collegamento tra stazioni e le frazioni e i comuni e negli interscambi, devono scrivere all’Agenzia della Mobilità».
C’è qualche speranza di miglioramento?
«Se non ci fosse avremmo già buttato la spugna. Gli investimenti sono stati fatti e, per quello che riguarda gli autobus, entro l’anno arriveranno tutti quelli nuovi, mezzi ad alta capacità di carico. Per quello che riguarda la ferrovia è necessaria la massima stabilità di esercizio: anche qui i treni nuovi pare stiano arrivando...».
“Pare”. Comunicazioni e trasparenza tra voi e loro lasciano a desiderare?
«Anche la capacità di reattività...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La situazione è parecchio fosca...
«Bisogna considerare che a essere un punto di riferimento per la nostra mobilità è una ferrovia, quella reggiana, nata alla fine dell’800. Il trasporto ferroviario però è un punto di riferimento del sistema integrato dei trasporti, da quando cioé, nel 2010, siamo stati chiamati a razionalizzare i chilometri automobilistici. Il trasporto su rotaia ha ancora un grosso vantaggio: vengono trasportate 400/500 persone per convoglio, l’equivalente di 10/15 autobus. È stato un processo lungo che ha richiesto interventi di adeguamento e risorse. Abbiamo chiesto per questo l’intervento della Regione. Alla fine abbiamo dato vita, anche a Reggio Emilia, al sistema “integrato” dei trasporti. Nel Nord Europa si fa ormai da decenni...».
Qui pare che non funzioni.
«C’è una palese debolezza a causa delle ferrovie. È vero che il sistema ferroviario subisce la rigidità strutturale di una rete che è fissa per sua natura. E capisco debba esserlo in un certo senso anche l’organizzazione. Era così anche ai tempi di Act, ma allora le cose funzionavano bene: purtroppo però non c’erano le capacità di investimento adeguate. È una cosa fastidiosa dovere essere costretti a dire che si stava meglio quando si stava peggio. Se si vuole che il “sistema integrato” funzioni le cose devono cambiare, altrimenti cambiamo il modello di riferimento».
Che ruolo ha e può avere l’Agenzia della Mobilità?
«Di coordinamento, ma sulla parte relativa alla gomma. Per le ferrovie Fer e Tper operano in completa autonomia. Noi non possiamo che segnalare le criticità sollecitando la Regione e l’assessorato competente, come è avvenuto la settimana scorsa con la linea ferroviaria Reggio-Ciano. Il vero problema è avere la tranquillità che i servizi funzioni, cosa che non è. Come appunto venerdì, quando la prima corsa è saltata e abbiamo cercato di sopperire con i bus. Uno sforzo operativo notevole. Persino i sindaci della Val d’Enza hanno inviato una loro lettera congiunta».
E se non riuscite voi, cosa consiglia di fare agli utenti che subiscono i disagi?
«L’utente è bene che comunichi sempre ai gestori i disservizi, non appena accadono e con puntualità comunicando i dati precisi, numero di treno e orario. Il servizio telefonico ChiamaTreno? L’ho provato io stesso e funziona. Per problemi di collegamento tra stazioni e le frazioni e i comuni e negli interscambi, devono scrivere all’Agenzia della Mobilità».
C’è qualche speranza di miglioramento?
«Se non ci fosse avremmo già buttato la spugna. Gli investimenti sono stati fatti e, per quello che riguarda gli autobus, entro l’anno arriveranno tutti quelli nuovi, mezzi ad alta capacità di carico. Per quello che riguarda la ferrovia è necessaria la massima stabilità di esercizio: anche qui i treni nuovi pare stiano arrivando...».
“Pare”. Comunicazioni e trasparenza tra voi e loro lasciano a desiderare?
«Anche la capacità di reattività...».
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