Lo stupratore abbandona la casa-albergo
Non è più a Reggio Emilia il reoconfesso delle violenze ai danni di un minore pakistano nella Bassa
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BASSA. «Non è in corso alcuna procedura da parte del Comune di Reggio e dei suoi servizi socio assistenziali che sia riferibile a questa persona, da cui ne consegue che dalla giornata di domani (oggi, ndr) questa persona lascerà la struttura».
Uno scarno comunicato dal Comune di Reggio Emilia fa capire come sia destinato a proseguire il “peregrinare” del 21enne reoconfesso della violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 13 anni disabile e suo vicino di casa. Era infatti emerso che negli ultimi giorni il giovane fosse alloggiato nella casa albergo comunale di via Abate a Reggio Emilia, in seguito a un’istanza di trasferimento delle misure restrittive (ha l’obbligo di firma per due volte al giorno) presentata dal suo avvocato Noris Bucchi.
Ma, fanno sapere dall’amministrazione locale, «il periodo massimo di permanenza per chi accede alla struttura con questa modalità scade oggi (ieri, ndr)».
Il 21enne «si è autonomamente trasferito nella Casa albergo – spiegano dal Comune di Reggio – prenotando e pagando di tasca propria il soggiorno, senza né preavvertire l’amministrazione comunale né concordare alcunché, come d’altro canto può fare chiunque non risieda nel territorio comunale».
Non una persona qualunque però questo giovane, e infatti, comunicano dall’amministrazione locale di Reggio: «sulla sua figura in questo lasso di tempo hanno vigilato le forze dell'ordine».
La sua scarcerazione, a opera del giudice Giovanni Ghini, aveva nei giorni scorsi sollevato fior di polemiche finendo per mettere sotto la lente dello stesso ministro della Giustizia Orlando il dispositivo emesso dal giudice. Infine, nonostante l’ulteriore parere contrario del pm all’istanza di trasferimento, anche questo era stato concesso.
Uno scarno comunicato dal Comune di Reggio Emilia fa capire come sia destinato a proseguire il “peregrinare” del 21enne reoconfesso della violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 13 anni disabile e suo vicino di casa. Era infatti emerso che negli ultimi giorni il giovane fosse alloggiato nella casa albergo comunale di via Abate a Reggio Emilia, in seguito a un’istanza di trasferimento delle misure restrittive (ha l’obbligo di firma per due volte al giorno) presentata dal suo avvocato Noris Bucchi.
Ma, fanno sapere dall’amministrazione locale, «il periodo massimo di permanenza per chi accede alla struttura con questa modalità scade oggi (ieri, ndr)».
Il 21enne «si è autonomamente trasferito nella Casa albergo – spiegano dal Comune di Reggio – prenotando e pagando di tasca propria il soggiorno, senza né preavvertire l’amministrazione comunale né concordare alcunché, come d’altro canto può fare chiunque non risieda nel territorio comunale».
Non una persona qualunque però questo giovane, e infatti, comunicano dall’amministrazione locale di Reggio: «sulla sua figura in questo lasso di tempo hanno vigilato le forze dell'ordine».
La sua scarcerazione, a opera del giudice Giovanni Ghini, aveva nei giorni scorsi sollevato fior di polemiche finendo per mettere sotto la lente dello stesso ministro della Giustizia Orlando il dispositivo emesso dal giudice. Infine, nonostante l’ulteriore parere contrario del pm all’istanza di trasferimento, anche questo era stato concesso.
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