Politecnico, il sindaco di Reggio Emilia: «Quella di Calatrava è una suggestione»
Luca Vecchi risponde alla proposta dell’archistar: «Una sfida, non un progetto, che ha bisogno del contributo di tutti»
REGGIO EMILIA. Più che a un politecnico regionale sulla base di un progetto che atterra a Reggio dagli Usa, il sindaco Luca Vecchi pensa a «un Core dell’alta formazione professionale».
Consapevole che per realizzare un Politecnico regionale al di là dei costi da sostenere, occorre vincere le resistenze del mondo accademico e superare le rivalità delle altre città. All’indomani della “suggestione” arrivata dal palco dell’assemblea di Unindustria, Luca Vecchi, qualche paletto, lo mette, ma l’idea gli garba.
La proposta fatta da Calatrava all'assemblea di Unindustria
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«Non è stato presentato un progetto – è la sua premessa – ma è stata lanciata un’ importante, autorevole e credibile suggestione strategica, anche a seguito di un confronto informale che c’è stato in questi mesi sulla città. Calatrava ha raccolto un tema molto importante per le priorità strategiche del nostro territorio: quello di un grande investimento sull’alta formazione, in particolare quella tecnica».
Poi Vecchi entra più nel merito della proposta. «Il nostro sistema economico in rapida uscita dalla crisi, nelle sue componenti più avanzate ha bisogno di un territorio altrettanto rapido nella capacità di formazione di laureati e tecnici. Non possiamo ragionevolmente pensare di stare in campo con 100 ingegneri l'anno».
Una sintetica analisi per ribadire che «l’investimento sulla conoscenza e sulla formazione è una grandissima priorità per la città e che oggi siamo in una fase di buona collaborazione tra tutti gli attori in campo. Noi però dobbiamo lavorare sul contenuto, poi vengono i contenitori e la localizzazione e la committenza». V
ecchi non dribbla gli ostacoli sul percorso e dice: «Sappiamo come è strutturato il sistema universitario italiano, sappiamo cos’è l’Università di Modena e Reggio, quella di Bologna e che c’è un Politecnico a Milano con 50mila iscritti. Bisogna partire dalla suggestione di Calatrava per cogliere e plasmare a misura di Reggio un progetto per certi versi autonomo e originale che corrisponda alle nostre esigenze.
La suggestione di Calatrava ci dice che noi siamo nelle condizioni di cogliere questa sfida che ci metterebbe nelle condizioni di fare un grande salto di qualità sul sistema della conoscenza partendo dalla presenza proprio della Mediopadana, dal Parco dell’Innovazione adiacente al Centro Malaguzzi e dal Core, che non è solo un ospedale ma un grande centro di ricerca: luoghi che danno l’idea di un sistema fortemente incentrato sull’innovazione e la capacità di attrarre talenti e che sono il quadro in cui collocare la suggestione di Calatrava».
«Solo dopo – conclude Vecchi – si parlerà di chi pagherà l’opera. Oggi dobbiamo costruire la proposta di contenuto che è la più complessa e una sfida impegnativa che questa città può provare a giocare con il contributo di tutti».
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