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Landini a Reggio: «Riunificare la sinistra? Prima uniamo i lavoratori»

di Chiara Cabassa
Landini a Reggio: «Riunificare la sinistra? Prima uniamo i lavoratori»

Maurizio Landini ospite di Sinistra Italiana ieri sera al Chiostro della Ghiara Dopo di lui è toccato a D’Alema: «Pisapia ha fatto una scelta molto chiara» 

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REGGIO EMILIA. «Riunificare la sinistra? C’è qualcosa di più da fare e che viene prima. Si tratta di riunificare il mondo del lavoro, altrimenti chi vado a rappresentare? Si deve, in sostanza, creare qualcosa di nuovo. Non di mettere insieme quello che c’è». Con queste parole Maurizio Landini, ex segretario Fiom e ora nella segreteria Cgil, ha concluso ieri sera al Chiostro della Ghiara il suo intervento alla festa nazionale della Sinistra Italiana facendo riferimento a un fuori onda, cioè rispondendo a chi, a margine dell’incontro, gli aveva chiesto dell’atteggiamento “temporeggiatore” di Giuliano Pisapia.

Quanto al tema del dibattito «Tassare i robot? Lavoro, innovazione tecnologica, automazione», il leader della Cgil è ancora più tagliente: «Ma siamo sicuri – dice Landini ripondendo alla moderatrice Elisabetta Piccolotti, responsabile dell'organizzazione della segreteria nazionale di Sinistra Italiana – che il problema sia tassare i robot? In realtà si tratta di fare pagare le tasse e combattere l’evasione fiscale. Perché, piaccia o no, il vero cambiamento epocale è stato rappresentato dalla centralità della finanza. Dove è la finanza che decide che tipo di industria fare e non il contrario. Una nuova politica fiscale è fondamentale per evitare che salti del tutto la tenuta sociale. Ma ci rendiamo conto che siamo di fronte a una frammentazione sociale che non ha precedenti? Non c’è mai stata una competizione così forte fra chi ha bisogno di lavorare. D’altra parte, se il Job’s Act è la cosa più di sinistra che è stata fatta...».

E quando Piccolotti ricorda a Landini che anche Bill Gates ha sostenuto che per una redistribuzione della ricchezza è necessario tassare i robot, la risposta è immediata: «Scusate la franchezza ma ad essere anche preso per il culo dopo avere preso delle legnate non ci sto». Così come Landini si dice contrario a quella sorta di determinismo tecnologico per cui le cose sono ormai sono destinate ad andare in un unico senso: aumentano le macchine, diminuisce il lavoro. «Ma chi l’ha detto? Non è e non sarà così. La tecnologia in sè è neutra. Ci saranno sempre le persone che governeranno le tecnologie: il punto allora è come viene organizzato il lavoro».

Dopo Landini, è la volta del dibattito di Massimo D’Alema con Fabio Mussi su “Cambiamento. La crisi del nostro tempo, la costruzione di un futuro migliore”. «Benvenuto alla nostra festa», poi un bacio e un abbraccio. Così Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, accoglie l’ex premier. A seguire, altro caloroso abbraccio tra D’Alema e Mussi, ex colleghi alla Normale di Pisa. Neppure D’Alema, prima di salire sul palco della Ghiara, ha potuto evitare la domanda fatidica su Pisapia. Precisa la sua risposta: «Penso che Pisapia abbia fatto una scelta molto chiara. Nessuno è in attesa di dichiarazioni, le ha già fatte. Adesso dobbiamo lavorare insieme per dare seguito a queste dichiarazioni. Ha detto: “Sto lavorando a una formazione politica alternativa al Pd”. Più chiaro di così, che doveva dire? Lo ha detto – ha concluso l'ex premier – giorni fa. È una persona seria, ha fatto un discorso di una chiarezza assoluta».

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