Dopo i crac il Vescovo riceve soci e cooperative
La delegazione composta da rappresentanti di coop e Federconsumatori L’associazione: «Trovata una comunità d’intenti nel nome della solidarietà»
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REGGIO EMILIA. Una delegazione congiunta composta dai rappresentanti delle cooperative Unieco, Coopsette, Orion, Cmr dell’orbita di Legacoop e San Prospero che fa riferimento a Confcooperative, e dal presidente provinciale di Federconsumatori, Giovanni Trisolini, è stata ricevuta ieri dal vescovo di Reggio e Guastalla Massimo Camisasca.
Le vicende economiche, ma soprattutto umane – con centinaia di lavoratori che hanno visto sparire i loro risparmi – dopo mesi di incontri e discussioni a seguito del susseguirsi delle crisi nel mondo cooperativo, sembrano avere trovato così un punto d’approdo, certo non risolutore, ma per diversi aspetti pacificatore, nel nome di uno dei principali valori cristiani: la solidarietà.
La Federconsumatori di Reggio da molti mesi si batte per tutelare i soci prestatori vittime dei crac: uno sforzo che è arrivato a formulare, dopo mesi di approfondimenti legali, una proposta di legge nazionale, dal nome evocativo, “Garancoop”, che in 11 articoli prevede l’istituzione di un fondo di tutela dedicato ai prestatori sociali, che sia alimentato dalle stesse cooperative ma da esse indipendente.
Sono passati poco più di quattro mesi dalle sollecitazioni del vescovo Camisasca, che durante una visita alla Gazzetta di Reggio, aveva affermato: «Se si vogliono fare soldi, non si devono fare le cooperative» e «se si vogliono fare le cooperative, non è questa la strada per fare soldi». Parole dure che avevano aperto una frattura con la Lega delle cooperative. Rimarginata poi con un incontro tra Camisasca e il presidente Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta.
In quell’occasione il vescovo aveva espresso solidarietà verso le persone colpite dalla crisi, preoccupazione per quanti hanno perso lavoro e risparmi, sollecitudine a trovare una soluzione. Quelle preoccupazioni ieri, in parte, hanno trovato risposte nell’unitarietà di intenti dimostrata da cooperative e soci.
«Sua Eminenza – hanno commentato dall’associazione – ci ha ascoltati e incoraggiati a proseguire in un lavoro collettivo, che come gli stessi delegati hanno sottolineato, ha quanto meno permesso di ritrovare una sorta di comunità, seppur unita da un fallimento, nel tentativo di risollevarsi uniti gli uni agli altri riscoprendo la solidarietà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le vicende economiche, ma soprattutto umane – con centinaia di lavoratori che hanno visto sparire i loro risparmi – dopo mesi di incontri e discussioni a seguito del susseguirsi delle crisi nel mondo cooperativo, sembrano avere trovato così un punto d’approdo, certo non risolutore, ma per diversi aspetti pacificatore, nel nome di uno dei principali valori cristiani: la solidarietà.
La Federconsumatori di Reggio da molti mesi si batte per tutelare i soci prestatori vittime dei crac: uno sforzo che è arrivato a formulare, dopo mesi di approfondimenti legali, una proposta di legge nazionale, dal nome evocativo, “Garancoop”, che in 11 articoli prevede l’istituzione di un fondo di tutela dedicato ai prestatori sociali, che sia alimentato dalle stesse cooperative ma da esse indipendente.
Sono passati poco più di quattro mesi dalle sollecitazioni del vescovo Camisasca, che durante una visita alla Gazzetta di Reggio, aveva affermato: «Se si vogliono fare soldi, non si devono fare le cooperative» e «se si vogliono fare le cooperative, non è questa la strada per fare soldi». Parole dure che avevano aperto una frattura con la Lega delle cooperative. Rimarginata poi con un incontro tra Camisasca e il presidente Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta.
In quell’occasione il vescovo aveva espresso solidarietà verso le persone colpite dalla crisi, preoccupazione per quanti hanno perso lavoro e risparmi, sollecitudine a trovare una soluzione. Quelle preoccupazioni ieri, in parte, hanno trovato risposte nell’unitarietà di intenti dimostrata da cooperative e soci.
«Sua Eminenza – hanno commentato dall’associazione – ci ha ascoltati e incoraggiati a proseguire in un lavoro collettivo, che come gli stessi delegati hanno sottolineato, ha quanto meno permesso di ritrovare una sorta di comunità, seppur unita da un fallimento, nel tentativo di risollevarsi uniti gli uni agli altri riscoprendo la solidarietà».
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