Rolo, due arresti in Francia per l’omicidio di Fabio Bassoli
Sarebbero due franco-algerini: uno di loro incastrato dal Dna. Ma la famiglia non conferma la notizia rimbalzata sul web
ROLO. Il prossimo 2 ottobre sarà il secondo anniversario dell’omicidio di Fabio Bassoli, il cuoco 31enne di Rolo ucciso ad Aubenas, paese di circa 13mila abitanti situato nel dipartimento dell'Ardèche nella regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi in Francia. Ci sarebbero tuttavia degli sviluppi che “Reggionline” ha riportato sul suo sito. La famiglia, contattata telefonicamente, non ha confermato né smentito la notizia riportata dal quotidiano digitale. Un uomo che ha risposto all'apparecchio si è trincerato dietro la frase: «La signora Enrica non c'è. Siamo a posto così».
Da quanto si è potuto apprendere sembra che la polizia francese che ha continuato a indagare sull'episodio al quale inizialmente ha collaborato anche la Questura di Reggio, abbia arrestato due uomini franco algerini. Il dna di uno di questi, infatti, sarebbe stato trovato sul corpo del 31enne reggiano. Secondo la ricostruzione dei poliziotti transalpini Fabio Bassoli, la notte del 2 ottobre avrebbe sorpreso due persone armeggiare intorno al suo furgone adibito a cucina con cui andava a lavorare. Il cuoco, dopo essere uscito di casa, ha tentato di difendere il suo mezzo facendo a pugni con i due ladri. Ad uno di questi ha rotto un ginocchio mentre l'altro è riuscito a ferirlo al naso. I due malviventi che probabilmente avevano tra le mani un arnese da scasso, lo hanno colpito uccidendolo. Poi per sviare le indagini i ladri-assassini gli hanno legato le mani sul davanti nel tentativo di fare pensare agli inquirenti che ci fosse stato un regolamento di conti.
A dare una svolta alle indagini è stata un'infermiera che venne chiamata pochi giorni dopo l'omicidio in un'abitazione privata per curare il naso tumefatto di uno dei malviventi. Dopo la medicazione, però, ha fatto perdere le sue tracce. L'infermiera, tuttavia, comunicò all'ospedale quanto avvenuto e consegnò la provetta con il prelievo di sangue. Da qui si è scoperto che il dna, rinvenuto dal sangue del franco-algerino ferito al naso corrispondeva a quello che era stato trovato sulla salma di Fabio. La polizia ha poi individuato il presunto omicida che tra l'altro era già nel data-base francese per altri precedenti penali. Il ladro in fuga è stato arrestato alcune settimane fa in Spagna dopo che per qualche tempo aveva trovato rifugio in Algeria. Il complice invece è stato tratto in arresto in Francia.
Se le accuse saranno suffragate dalle prove raccolte i due malviventi andranno a processo. Le indagini però non si sono fermate. Si sta cercando un terzo complice. Gli amici di Fabio, sempre rimasti in contatto con la famiglia, sperano che i colpevoli siano assicurati alla giustizia e condannati. (m.p.)
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