Gazzetta di Reggio

Reggio

«Ha pagato troppo» Finché l’Orietta va batte anche il Fisco

«Ha pagato troppo» Finché l’Orietta va batte anche il Fisco

La Cassazione dà ragione alla cantante cavriaghese  Le saranno restituite somme versate per l’Irap dal 1998

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . Nel lontano 1966 Orietta Berti, all'anagrafe Galimberti, otteneva uno dei suoi primi successi intonando “Io ti darò di più”. Col senno del poi quel brano si può considerare profetico. La Corte di Cassazione, infatti, ora riconosce che la popolarissima cantante cavriaghese negli ultimi vent’anni ha pagato all’erario decine di migliaia di euro in più del dovuto, che con sua grande soddisfazione le dovranno essere restituiti. Si tratta delle somme versate dal 1998 per l’Imposta regionale sulle attività produttive. Il fisco le aveva pretese dando per scontato che l’artista avesse di fatto costituito una società stabile nell’ambito della produzione musicale con il suo staff di agenti e segretarie.

Lei, però, non s’è mai rassegnata a questa imposizione e, attenendosi al principio del “solve et repete” (paga e poi ricorri in giudizio), si è appellata alla giustizia affinché quelle tasse le fossero rese, sostenendo che il personale alle sue dipendenze era assunto occasionalmente e, quindi, le sue entrate provenivano essenzialmente dagli spettacoli e dalle incisioni. Il suo non è un caso isolato.

Ad altre celebrità, da Michelle Hunziker ad Alba Parietti, Bianca Balti e Luca Laurenti, la Cassazione aveva dato ragione, imponendo al fisco di restituire l’Irap riscossa. Orietta Berti ha dovuto battagliare con alterne vicende per arrivare allo stesso risultato. La prima volta il suo commercialista era riuscito a convincere la commissione tributaria provinciale e quella regionale, ma l'Agenzia delle entrate era ricorsa alla Cassazione, vincendo il contenzioso. La cantante, però, non ha accettato la sconfitta e ha riproposto gli stessi argomenti tramite l’avvocato reggiano Alberto Gambetti. Questa seconda volta sono state le commissioni provinciale e regionale a darle torto, ma in ultima istanza la suprema corte ha accolto la sua richiesta. Orietta Berti ora ha 74 anni e da molto tempo risiede a Montecchio. Nel suo mezzo secolo di carriera ha collezionato più di trecento incisioni, fra cui molti brani del folclore tradizionale, e undici partecipazioni al festival di Sanremo. Ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d'argento.

All’apice del successo è arrivata nel 1970 con “Fin che la barca va”, un autentico tormentone rimasto fra i luoghi comuni del linguaggio popolare anche per la facilità con cui si presta all'utilizzo allusivo. Nel 1981 gli ha fatto il verso presentando a Sanremo il brano intitolato ironicamente “La barca non va più”. Il suo esordio era avvenuto nel 1961 a Reggio nel concorso “Voci nuove disco d'oro”. Nel 1965 conquistò il pubblico italiano del Disco per l'estate con “Tu sei quello”. Popolarissimo anche “Io tu e le rose”, presentato a Sanremo nel 1967. Risale al 1970, oltre a "Fin che la barca va”, anche la canzone “Una bambola blu”, cantata in Canzonissima. Dagli anni 90 si sono intensificate le sue apparizioni televisive. Nel 1997 ha condotto, insieme a Fabio Fazio, San Remo Giovani. Nell'insieme della sua carriera ha partecipato a tre serie e a diciannove programmi televisivi. Nell’ultima stagione è stata ospite fissa su Rai tre di “Che tempo che fa”. È entrata nel cast di cinque film, fra cui “I nuovi mostri”, girato nel 1977 da Mario Monicelli.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google