I pm: «Ora via al tempo della speranza»
L’avvocato Staiano, legale dei coniugi condannati: ventisei anni di carcere? Una roba da extraterrestri
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BRESCIA. «A Mantova è cominciato il tempo della speranza» si limita a ripetere la frase conclusiva della sua lunga requisitoria, il Pm Paolo Savio. Per il resto, aspetta le motivazioni della sentenza che i giudici Ivano Brigantini, Francesca Grassani e Ilaria Rosati scriveranno entro 90 giorni. Nessun commento, quindi, sui due no incassati: l’assoluzione dell’imprenditore del ferro Moreno Nicolis, e quella dall’accusa di associazione mafiosa per Deanna Bignardi, condannata soltanto per la detenzione delle armi. Assoluzioni contro le quali, è facile prevederlo, lui e la collega Claudia Moregola ricorreranno. Non nasconde la soddisfazione l’avvocato Enza Rando, vicepresidente di Libera: «E’ un’ottima sentenza, che conferma l’impianto accusatorio, perché riconosce il 416 bis, dà una lettura delle attività dell’associazione mafiosa in questo territorio e fa aprire gli occhi». Libera, spiega, «è qui anche per questo, perché la cittadinanza deve capire quello che è successo nella nostra terra, i fatti allarmanti, e quale danno c’è stato per la nostra comunità». Condivide la convinzione di Savio sul tempo della speranza? «Certo, perché se da un lato ci sono condotte criminali provate, dall’altro questa sentenza è un modo per dire a noi stessi che dobbiamo stare più attenti, e dobbiamo far uscire la speranza. Dobbiamo tutelarci. L’orgoglio di custodire il nostro territorio oggi dev’essere di noi tutti noi, non solo della Procura e delle forze dell’ordine. Dobbiamo tenere gli occhi aperti su queste condotte poco visibili ma molto pericolose». Presente in aula l’ex sindaco di Mantova Fiorenza Brioni, da dieci anni in prima linea contro la ’ndrangheta. «Finalmente si dice che a Mantova la ’ndrangheta c’è. La nostra resistenza è stata utile. Spero che sia l’inizio di un processo di liberazione. Questa condanna riguarda il regista e alcuni attori della mafia nel Mantovano e spero che si vada avanti su questa strada. Io non ho mai perso la speranza e queste condanne ci danno forza. Per tanto tempo siamo stati considerati dei visionari, ma evidentemente non lo eravamo. Vedevamo più lontano». Soddisfatto l’avvocato Andrea Pongiluppi, legale dei parenti di Nicolino: «Erano solo lavoratori, i giudici per fortuna non hanno fatto di tutta l’erba un fascio». Stringato il commento di Salvatore Staiano, il difensore dei coniugi Rocca: «Aspetto di leggere le motivazioni. Per ora dico solo che una condanna a 26 anni è una roba da extraterrestri» (r.c.)
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