Gazzetta di Reggio

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«Ma i concimi servono ai campi»

Il comitato degli agricoltori: «Controlli giusti, ma noi dobbiamo lavorare»

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FABBRICO. «Sono contento di essere sorvegliato dal popolo di Facebook che sulla questione degli odori ha scritto di tutto e di più, ma vorremmo precisare che i materiali che usiamo per fertilizzare i campi ci sono stati consigliati dalla nostra organizzazione di categoria. Il provvedimento di sequestro è stato preso dall’autorità competente soprattutto per i due capannoni che non erano idonei allo stoccaggio del fertilizzante. Probabilmente non c'era un apposita autorizzazione o quantomeno non avevano l'agibilità».

A parlare è un agricoltore che, a nome di un comitato nato dopo aver preso atto dell'intricata vicenda, tiene a far sapere che il materiale è fornito da una ditta bresciana e che «l’imprenditore bresciano ha affittato i capannoni dal proprietario dell'azienda San Bernardino».

«Io ho acquistato il loro prodotto l’anno scorso – precisa l’agricoltore – ma non l’ho utilizzato perché la terra non era pronta a ricevere il fertilizzante. A volte, a seconda delle stagioni abbiamo terreni ricchi o poveri di sostanze minerali. In alcune aree esistono terreni sterili che non portano frutto e tanto meno reddito. I terreni devono dare produzioni altrimenti tutto il nostro lavoro viene vanificato».

«Però – prosegue l’agricoltore – ai signori di Facebook che scrivono con tanta facilità esprimendo anche giudizi su questioni che non conoscono e protestano per i cattivi odori una cosa la vorrei dire. Dove pensano che vadano a finire le deiezioni umane? Così come avviene per i reflui zootecnici, anche questo tipo di materiale può essere trattato, bonificato e riutilizzato come concime».

«I livelli di controllo del nostro paese sono i migliori del mondo – conclude –. Giusto dunque che vengano effettuate le necessarie analisi. Ritengo però che prima di fare certe affermazioni occorra prudenza perché si fa preso a diffamare o calunniare una categoria di lavoratori. Noi vogliamo fare le cose per bene nel rispetto di tutti e dell’ambiente circostante. Come agricoltori ci siamo evoluti al punto che stiamo studiando la “cisgenetica” che è la nuova frontiera del settore agroalimentare». (m.p.)

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