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cronaca

«Pure invenzioni, valuterò azioni legali»

Dura replica del parlamentare Pd Maino Marchi. De Franco (Mdp) fa quadrato attorno a Scarpino


22 settembre 2017


REGGIO EMILIA. «Valuterò azioni legali nelle sedi opportune al fine di tutelare la mia integrità e reputazione da affermazioni e insinuazioni lesive della mia onorabilità». È dura la replica del deputato Pd, Maino Marchi, tirato in ballo dall’ex dirigente del Catasto, Potito Scalzulli, che davanti al comitato enti locali della Commissione antimafia ha chiamato in causa più volte il parlamentare reggiano. Nella ricostruzione di Scalzulli, era stato Marchi a spiegargli che il “Sistema Catasto” fosse determinante per l’equilibrio politico di Reggio.

Una ricostruzione che Marchi nega con forza, annunciando l’intenzione di passare alle vie legali. «Non ho mai pensato né affermato con nessuno che il “sistema catasto” fosse determinante per l'equilibrio politico di Reggio – replica Marchi – Considererei un matto chiunque lo pensasse. La politica, almeno per la comunità politica che rappresento, ha già dimostrato di essere in grado di reagire all'aggressione delle mafie e di operare per attivare gli anticorpi amministrativi e sociali al riguardo. Il ruolo del catasto io non l’ho mai teorizzato. Altri l’hanno fatto. Né ho mai negato sostegno alla azione del direttore del Catasto dicendo che sarebbero venuti meno 700 voti calabresi che facevano capo a Scarpino. È una invenzione allo stato puro di Scalzulli».

Per il deputato, «sia rispetto a una vicenda aperta dalla magistratura 10 anni prima del 2012 e non arrivata a nessuna conclusione, sia rispetto alle questioni vissute dal direttore nei riguardi dei colleghi operanti a Reggio e a Bologna, l’ho invitato a interessare la magistratura. Io non avevo alcun elemento per giudicare se le accuse erano fondate o meno». Non solo: «Aggiungo che ho tenuto contatti con Scalzulli finché ha operato a Reggio. Dopo non mi ha più cercato. In quei mesi del 2012 mi aveva proposto un intervento legislativo per permettere un’integrazione delle informazioni tra Agenzia del Demanio e Agenzia delle Entrate, al fine di avere più elementi per combattere sia l'evasione fiscale che infiltrazioni mafiose. Quella proposta è diventata un emendamento da me presentato all’unico provvedimento utile in quello scampolo di legislatura, il decreto semplificazioni. Purtroppo fu dichiarato inammissibile per le regole molto strette delle ammissibilità sui decreti. Sia la presentazione dell'emendamento che l'invito a interessare la magistratura sono circostanze confermate dallo stesso Scalzulli nell'audizione, rispondendo a domande di Manfredi, componente della Commissione antimafia».

A sostegno di Marchi, è intervenuto anche il segretario provinciale Pd, Andrea Costa. Da Mdp invece arrivano parole in difesa di Scarpino: «I fatti riportati da Scanzulli non contengono nessun elemento di novità rispetto a un'indagine durata anni e terminata con il pieno proscioglimento di Scarpino – afferma Lanfranco De Franco – È evidente come l'audizione, chiesta dai 5 stelle, serva a riportare all'attenzione una vicenda conclusa, in vista della campagna elettorale».
 

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