Gazzetta di Reggio

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Il lungo applauso per l’addio ad Anzio

di Andrea Munari
Il lungo applauso per l’addio ad Anzio

Una folla commossa ha partecipato ai funerali di Arati, padre dello sport reggiano. Il rito nel campo della sua FalkGalileo

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REGGIO EMILIA . Le urla di gioia dei tanti ragazzi che ogni giorno fanno allenamento, le indicazioni degli allenatori, l’entusiasmo per un pallone finito in fondo alla rete. Non c’è stato spazio per tutto questo nella giornata di ieri sul campo della FalkGalileo in via Luthuli. Su quel campo, che ogni giorno si riempie di ragazzi entusiasti, ieri c’era spazio solamente per la tristezza e la commozione delle tantissime persone accorse per dare l’ultimo saluto ad Anzio Arati. L’addio è stato dato proprio su quel campo, sede oggi della FalkGalileo, che da sempre rappresenta un punto di riferimento per tutti i ragazzi reggiani che si avvicinano al mondo del calcio e per il quartiere Buco del Signore. Già prima delle 15, quando è arrivata la salma di Arati, erano tantissime le persone presenti nel centro sportivo, dove il silenzio aveva avuto per un giorno il sopravvento sulla felicità di coloro che tutti i pomeriggio animano il campo da calcio. Al suo arrivo la bara è stata portata al centro del campo dai giocatori della FalkGalileo, schierati sul terreno di gioco in divisa di rappresentanza, accompagnata da un lungo e sentito applauso da parte di tutti i presenti.

Presenti, oltre al sindaco di Reggio, Luca Vecchi, al presidente della Provincia Gianmaria Manghi e al presidente della Fondazione Sport, Leopoldo Melli, anche tantissimi rappresentanti delle società sportive reggiane, ex allenatori e dirigenti della FalkGalileo, rappresentanti del Coni e della Figc sia provinciale sia regionale. Fra i presenti, anche la Reggiana Calcio, con il responsabile della comunicazione, Wainer Magnani, e Andrea Fabris del Sassuolo Calcio.

Arati, che fu anche presidente dell’Atletica Reggio dal 2000 al 2013, è stato il deus ex machina di tantissime manifestazioni sportive rivolte ai giovani che si svolgono tutti gli anni in città e provincia, come le Olimpiadi del Tricolore e il Torneo Cavazzoli, suo fiore all’occhiello che è cresciuto costantemente negli anni e che oggi è considerato una vera Champions League giovanile. Anche nell’ultima edizione, andata in scena nel mese di maggio, Arati è voluto essere presente per controllare che tutto si svolgesse nel modo giusto, nonostante il suo fisico fosse minato dalla malattia. Il sindaco Vecchi, dopo aver parlato del suo primo incontro con Arati avvenuto vent’anni fa, lo ha ricordato come «un grande innovatore, che ogni volta in cui raggiungeva un risultato era già pronto a guardare oltre». Manghi, Melli e il delegato provinciale Figc Manfredi hanno sottolineato «il grande vuoto che la perdita di Anzio Arati lascia in tutte le persone che lo hanno conosciuto». Ad ottobre dello scorso anno Arati era stato anche tra i promotori, insieme a Paolo Braiati, presidente regionale Coni, dell’incontro di calcio ed Educazione che al circolo Pigal aveva riscosso molto successo, con 350 persone presenti. Lo spirito di Arati continuerà però a vivere in tutte le manifestazioni che lui ha ideato e che a Reggio adesso si vogliono portare avanti, come sottolineato da William Reverberi del Coni di Reggio. La parte finale è stata di Alberto Arati, fratello di Anzio, che insieme a tutti i presenti nel centro sportivo di via Luthuli proveranno a portare avanti tutte le idee di Anzio e, dopo un calorosissimo applauso ha terminato con un semplice “Ciao Anzio”.

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