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La riforma elettorale secondo Grasso

 La riforma elettorale secondo Grasso

Il presidente del Senato ieri alla Festa di Sinistra Italiana: «L’importante è che sia pienamente costituzionale»

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REGGIO EMILIA. «Si sta sviluppando il dibattito parlamentare. Aspetto il testo in Aula. Qualunque sia la riforma elettorale è importante che sia pienamente costituzionale, che non produca alcuna perplessità della Corte». E ancora: «Serve una legge che spazzi via ciò che era rimasto in vigore dopo le sentenze della Corte che non prospettano un sistema uniforme: è necessario avere una legge elettorale utile agli interessi dei cittadini e non dei singoli partiti». Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, appena arrivato ieri sera alla festa nazionale di Sinistra Italiana al Chiostro della Ghiara.

Grasso, che oggi sarà ospite alla Festa nazionale dell'Unità ad Imola e giovedì a quella di Mdp a Napoli, intervistato da Corradino Mineo ha poi sottolineato cosa intende lui per sinistra: «Io – ha detto – per sinistra intendo principi e valori che non possono essere trascurati. Per questi principi e valori dobbiamo cercare il dialogo, in modo che la sinistra, il centrosinistra, sia una forza trainante del nostro Paese». E a chi gli ha chiesto quale fosse la riforma prioritaria, Grasso non ha avuto dubbi: «La prima riforma, la priorità deve essere costruire lavoro per i giovani, poter evitare che vadano all'estero». Un’affermazione che ha raccolto gli applausi del numeroso pubblico che si è riunito al Chiostro della Ghiara. «Dobbiamo sempre diffidare - ha continuato il presidente del Senato – dei lavori precari che non assicurano nessun futuro, non danno stabilità ai ragazzi che vogliano farsi una famiglia, accendere un mutuo».

Finito il suo intervento, il presidente del Senato ha mostrato di gradire l’invito a cena. Si è infatti fermato al ristorante della Ghiara dove ha consumato come antipasto parmigiano reggiano ed erbazzone, seguiti da tortelli verdi burro e salvia, tagliata di manzo e come dolce cannoli siciliani.

“Ampliare i diritti, redistribuire il lavoro” era il titolo del dibattito che ha visto sul palco, a partire dalle 21, la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso affiancata da Claudio De Vincenti (ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno) e Stefano Fassina (responsabile lavoro ed economia di Sinistra Italiana). A cordinare Alessandro Giglioli (L’Espresso).

«Susanna Camusso nega i dati di fatto per pregiudizio politico». Così De Vincenti ha replicato ieri sera al Chiostro della Ghiara alle recenti dichiarazioni del segretario della Cgil a proposito dei reali effetti del Jobs Act. A stretto giro è arrivata la risposta della Camusso appena arrivata a Reggio: «Mi sembra che sia il governo a non vedere le condizioni reali delle persone, non la Cgil». «Io non ho alcun pregiudizio – ha continuato la leader della Cgil – ma vedo i dati reali e non quelli che vorremmo che fossero: le comunicazioni del ministero ci dicono che i contratti a tempo indeterminato sono al 15%, che aumentano i contratti a termine, che la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli drammatici e cresce il divario tra il nord e il sud».

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