Gazzetta di Reggio

Reggio

Fiaccolata di un chilometro con il Crocefisso parlante

di Mauro Pinotti

Brescello: un migliaio di partecipanti ieri alla suggestiva processione fino al Po Il corteo ricalca l’episodio del film di don Camillo, ma la tradizione è antichissima

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BRESCELLO . Un migliaio di persone ha preso parte ieri sera all’antichissima tradizione delle genti della Bassa: la benedizione del fiume Po con il “Crocefisso parlante” dei film di Peppone e don Camillo. Una processione che ha coinvolto intere famiglie, con mamme, papà, passeggini e anche cani.

Schierati ai lati della chiesa i volontari della Protezione civile di Brescello, Boretto, Gualtieri e Montecchio, con l’esibizione della banda di Bagnolo-Correggio. I musicisti si sono poi messi alla testa del corteo che ha sfilato lungo piazza Matteotti, via Panizzi, via Soliani e nella zona Lido Enza. Mentre partiva il corteo si è svolto il concerto di campane a cura dell’Unione campanari reggiani.

Suggestivo il lungo serpentone illuminato da centinaia di candele e fiaccole, che si è snodato per circa un chilometro tra la piazza della chiesa di Santa Maria Nascente e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza fino alle acque che si immettono nel Po.

Il buio sentiero golenale era stato debitamente marcato e segnalato da un centinaio di lumini. Un’atmosfera poetica per una tradizione anche folkloristica rivissuta con gioia dalla comunità brescellese, grazie all’iniziativa dell’Unità pastorale di Boretto, Brescello e Lentigione con Sorbolo Levante.

Nell’episodio del famoso film di don Camillo, il parroco inizia da solo la processione a causa dell’esplicito divieto del sindaco Peppone, ilquale voleva che non vi partecipasse «neanche un cane». Alla fine però il cane don Camillo ce l’ha avuto al suo seguito, seppur con lo stratagemma di nascondere sotto le vesti una salsiccia, e alla fine anche i fedeli “rossi” si ritrovano in Po. Il rito della benedizione del Po, ricordato nella saga dei film di Peppone e don Camillo, ha in realtà radici antiche nella cultura della Bassa, dove le preghiere servivano per chiedere protezione contro le calamità naturali (come alluvioni e terremoti) e per un buon raccolto. Alla processione di ieri sera, oltre al parroco di Brescello don Evandro Gherardi, erano presenti anche il commissario del Comune di Brescello Antonio Oriolo, il coordinatore provinciale della Protezione civile Volmer Bonini e il comandante della stazione carabinieri di Brescello. A rito terminato, tutti sotto il tendone allestito in piazza Matteotti dalla Pro loco per cenare a base di gnocco fritto e salumi misti. Sotto il tendone anche due ragazzi 25enni di Milano che, con il pretesto di provare un’Alfa, sono scesi a Brescello per assistere al rito.

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